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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > CULTURA > PROGETTO CURBATHERI- DEEP CITIES
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CURBATHERI –Deep Cities (Curating Sustainable URBAn Transformations through HERItage) è un  progetto  universitario  internazionale costituito  dal Norwegian  Institute  for  Cultural  Heritage Research   di   Oslo   in   Norvegia(Centro   Coordinatore), dall’Università  di  Firenze  in  Italia, dall’Università di Stirling in Scozia, dall’University College di Londra e dall’Università di Barcellona in  Spagna, in collaborazione anche con il Quartiere 5 del Comune di Firenze.

Le  città,  nel  loro  continuo  mutare, sonocomposte  dal  susseguirsi  di  diversi  strati  storici  che,  nel tempo, si trasformano in un patrimonio meritevole di conservazione, conoscenza e valorizzazione. Tuttavia, un approccio scomposto e frammentato ai patrimoni culturali urbani(da parte di specialisti,amministratori ecomunità locali) porta a perdere la consapevolezza del patrimonio come strumentofondamentale  e  sostenibile  per  lepianificazioni  urbane grazie  ai valori  culturali  di  cui sonoespressione.

 

Per affrontare questa sfida assolutamente attuale, il progetto CURBATHERI propone un approccio in  cui  la  trasformazione  storica  è  invece  un  valore  che  deve  essere  assolutamente  sostenuto  e tutelato. In questo modo le esigenze di cambiamento e di nuove impronte culturali della città vengono affrontate attraverso la propria profonda continuità storica. Per  raggiungere  tale  proposito,  l'obiettivo  principale  del  progetto  CURBATHERI  è  quello  di sviluppare uno strumento di gestione che consideri la trasformazione urbana storica come una fonte di  valori  del  patrimonio  in  grado  di  consentire  agli  amministratori  di  comprendere  meglio  la  storia profonda dei luoghi. Questo strumento di gestione si basa su una ricerca trasversale per analisi di casi studio comparabili tra Norvegia, Regno Unito, Italia e Spagna e integra le soluzioni concettuali definite da approcci partecipativi delle comunità locali (sia online che sul campo) con metodologie innovative di digitalizzazione dei patrimoni culturali. Tale strumento (o toolbox), dovrebbe facilitare la concettualizzazione rapida dei valori del patrimonio tra le parti interessate per la definizione delle priorità e delle migliori soluzioni nell’ambito della pianificazione urbana. Sia i  contributi teorici  che quelli  pratici  del  progetto  mirano  così  a  stimolare  la  riflessione  sulle  scelte  su  come  utilizzare  il patrimonio urbano interessato dalla trasformazione storica nelle pianificazioni urbane.

Nel dettaglio, l’Università degli Studi di Firenze ha scelto come luogo di indagine campione l’areadi San Donato, nel quartiere di Novoli a Firenze. Quest’ultimo, localizzato nella porzione nord-ovest della città, ha dimostrato una notevole sovrapposizione tra epoche storiche diverse, dal Medioevo fino a giorni nostried è anche caratterizzato da diverse testimonianze architettoniche che raccontano le trasformazioni locali attraverso i secoli. Dalla chiesa di San Donato del 1100, si passa alla Villa Demidoff del 1800, per arrivare alle testimonianze della Fabbrica della Fiat (attiva tra il 1939e la fine degli anni ’80 del XX secolo),all’edilizia residenziale degli anni ’60-‘70 del XX secolo per concludere, infine, con  i modernissimi  quartiere universitario,  centro commerciale,  Parco  San  Donato e Tribunale. Un ultimo elemento, infine, ha collegato nuovamente e fortemente l’area di San Donato con  il  resto  della  città:  la  linea  della  tramvia  T2  inaugurata  nel  2019.Un’ulteriore caratteristica positiva dell’areadi San Donato è sicuramente la sua comunità, da sempre testimone delle principali trasformazioni cittadine e, a differenza di molte altre zone della città travolte dal turismo di massa, maggiormente autentica e intatta.

Il  caso  campione  verrà  sottoposto  ad  una  doppia  fase  di  progettualità  derivata  dalle  competenze specifiche dell'Università di Stirling in Scozia.

In sintesi, la“Fase 1”prevede:-Raccolta di dati su siti Web e nei social media pertinenti e attività partecipativa on line per la co-produzione di conoscenza (Crowdsourcing). Tali dati verranno usati per comprendere le interazioni delle persone con il patrimonio urbano di San Donato a Novoli e i valori ad esso assegnati  in  base  alla  memoriadegli  abitanti.A  completamento  di queste  attività  verrà effettuato un breve sondaggio sui social media completamente anonimo per valutare i pareri e le impressioni degli utenti dei social media in relazione alla conservazione del patrimonio urbano del caso studio di Novoli-San Donato.

Passando alla “Fase 2”, questa si articola in:-Interviste nell’area campione di San Donato a Novoli, mappature partecipate da parte dei residenti  e  partecipanti  sui  patrimoni  fotografici  locali, la  semplice  osservazione  di  spazi pubblici  e  alcune  brevi  interviste  concordate. Il  coinvolgimento  per  le  attività  partecipative avverrà tramite le organizzazioni della comunità locale.

In  conclusione,  la  ricerca  descritta produrràun prezioso patrimonio  di  verifiche  dirette  sul  campo dimostrando  il  ruolo  cruciale  della  conoscenza  dei  patrimoni  locali  per  la  progettazione  di  città sostenibili e a misura dei cittadini. I dati così prodotti tramite le attività precedentemente descritte, serviranno per promuoverel'uso di nuove tecnologie e la loro applicabilità nellepratiche di gestione urbana per svilupparee migliorare metodologie critiche e approcci interdisciplinari utili allo sviluppo delle città del futuro.

 

In questa prima fase, quindi, si invitano tutti i cittadini a condividere i propri ricordi o la propria esperienza sull'area utilizzando il Qrcode riportato nella locandina o visitando il sito crowdsourced.micropasts.org/project/Flo/