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Per buona parte dei residenti di Firenze, quelli che abitano nelle aree di più recente costruzione, da Novoli a Campo di Marte e all’Isolotto, sarà più facile accedere al bonus 110% con interventi per pannelli fotovoltaici e cappotti termici. Lo prevede una modifica al Regolamento edilizio approvata nelle scorse settimane dal Consiglio comunale.

La delibera prevede la modifica di due articoli del Regolamento edilizio (quello sui pannelli fotovoltaici e quello sui cappotti termici), facendo di fatto cadere le limitazioni più stringenti nella zona B di Firenze, dove si trovano gli edifici di più recente costruzione. In particolare, i cappotti termici potranno essere realizzati secondo i comuni criteri di decoro, ma non dovranno più rispettare le particolari limitazioni che rimarranno per i soli immobili del tessuto storico (zona A), o di particolare valore. Per quanto riguarda i pannelli solari, termici e fotovoltaici, questi potranno essere realizzati senza alterare le caratteristiche della copertura ma non dovranno più rispettare le limitazioni specifiche di superficie e distanze che resteranno per il solo edificato storico (zona A).
Le esigenze dei cittadini e le difficoltà nell’accedere ai bonus governativi sono state evidenziate grazie al lavoro dello Sportello Ecobonus aperto dal Comune lo scorso novembre in collaborazione con Legambiente Firenze. Lo Sportello si è rivelato uno strumento prezioso non solo per i cittadini che hanno avuto a disposizione un primo passaggio informativo sul sistema dei bonus (ecobonus e sismabonus), ma utile anche per l’amministrazione comunale per poter conoscere più da vicino le difficoltà riscontrate nella realizzazione delle opere rientranti oggi nei bonus. Sulla scorta delle segnalazioni ricevute da Legambiente e dal tavolo della consulta delle professioni, l’amministrazione comunale ha quindi lavorato ad alcune prime modifiche da apportare alle norme del Regolamento edilizio comunale vigente, in attesa del nuovo Piano Operativo Comunale, in corso di formazione. Queste prime modifiche attengono infatti solo alla zona B e riguardano aspetti che potevano essere modificati senza attendere il nuovo Piano Operativo nel quale saranno poi valutate ulteriori aperture, graduate rispetto alla nuova classificazione degli edifici storici e della zona A.