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A partire da Dicembre 2020 è cominciata nel territorio del Quartiere 3 l’educativa di strada a cura della Cooperativa Coop21. Il percorso preliminare di mappatura prevedeva sia il rilevamento delle compagnie informali di adolescenti che lo scouting delle risorse istituzionali e informali (associazioni, luoghi significativi) già presenti sul territorio, con cui poter prendere contatto in vista di una potenziale collaborazione. Uno dei luoghi più significativi dal punto di vista dell’aggregazione giovanile si è rivelata essere Piazza Elia dalla Costa a Gavinana, dove confluiscono famiglie, anziani e almeno tre compagnie di adolescenti, preadolescenti e giovani adulti. Durante l’approccio e l’inizio di relazione che come EDS abbiamo condotto con queste compagnie, oltre alla rilevazione di campi di interesse come la boxe e la musica, è emersa l’importanza di avere fisicamente un luogo dove, soprattutto d’inverno, fosse possibile ritrovarsi al chiuso, in modo da sentire la propria presenza nella piazza riconosciuta e connotata positivamente anche dalle istituzioni. Partendo da questa loro richiesta, come educatrici ci siamo domandate se questo punto di ritrovo potesse essere messo a disposizione dall’amministrazione e potesse costituire, oltre ad un contenitore in caso di pioggia, anche un motore propulsore di contenuti per questi adolescenti, veicolati con attività laboratoriali a cura delle educatrici stesse: empowerment attraverso le life skills, spazio neutro di ascolto, sala riunioni per attività ed eventi in programma. Una chill out zone in cui i nostri ragazzi possano trovare uno spazio per essere ascoltati e dove promuovere attività rivolte a tale target. Ci siamo così prodigate a capire se “Il porto”, la struttura in muratura al centro della piazza, dove confluiscono le attività di varie associazioni di volontariato, potesse essere utilizzato a tale scopo. 

Dopo aver condiviso con gli addetti ai lavori queste riflessioni, l’amministrazione ha concesso l’uso di una stanza per l’educativa di strada al mercoledì pomeriggio, per massimo otto ragazzi, in modo che “Il porto” diventi un punto di snodo e raccordo fra le istituzioni e i ragazzi, un presidio socio-educativo a bassa soglia dove i ragazzi possano esprimere i propri bisogni e promuovere attività, mediate dalle EDS, per il proprio benessere bio-psico-sociale.