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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere2 > Editoriale > IL PARCO DI VILLA IL VENTAGLIO TORNA INTERAMENTE VISITABILE
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Riapre al pubblico tutta l’area del Parco di Villa il Ventaglio (cinque ettari) grazie all’intervento di recupero finanziato dalla Fondazione CR Firenze tramite uno dei progetti Art Bonus del Polo museale della Toscana che ha preso in carico il giardino dal luglio 2015.

La maggior parte dell’area compresa tra il grande prato e la Villa (che non fa parte del sito gestito dal Polo museale) era chiusa al pubblico dal luglio del 2014, per decisione dell’allora Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Firenze a seguito della mancanza dei fondi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei cinque ettari di patrimonio arbustivo e boschivo che si estendono sulla collina delle Forbici. Da allora era rimasta aperta al pubblico solo la zona del pratone, ampia circa un ettaro.

Progettato e realizzato da Giuseppe Poggi a metà dell’Ottocento, il parco anticipa nel modello compositivo del giardino romantico all’inglese le soluzioni poi adottate per il Viale dei Colli. Il viale che attraversa il parco e risale dolcemente la collina delle Forbici è ora nuovamente percorribile per l’intero tratto di circa un chilometro. Lungo il percorso, liberate dagli arbusti, si possono ammirare le innumerevoli specie botaniche: l’antico glicine sotto il muro perimetrale della villa, le rose antiche, vecchi e giovani esemplari di gelsi, il monumentale cedro del libano, il grande tasso, il cotogno giapponese e la spirea a ridosso del laghetto.

Scheda storica
In origine si trovava in questo luogo, già nel Quattrocento, una casa da oste con podere, che offriva l'opportunità di una sosta ai pellegrini che da Porta a Pinti si recavano a San Domenico di Fiesole. L'edificio appartenne prima ai Brancacci, poi ai Salvetti, che lo trasformarono in "Casa da signore e lavoratore", tenendolo fino ai primi del Seicento. Successivamente la proprietà passò ai Bardi e agli Usimbardi e quindi a numerose altre famiglie, sino alla vendita nel 1824 al conte milanese Giuseppe Archinto. Egli incaricò l'architetto Giuseppe Poggi di ristrutturare e ampliare la proprietà. Venne realizzata la Villa in stile neoclassico, con scuderie, accessibili da via delle Forbici. Con la collaborazione del giardiniere e botanico Attilio Pucci il podere a gelsi e olivi fu trasformato nell'attuale parco romantico (i lavori di movimento di terra durarono fino al 1856). Successivamente furono piantati gli alberi (tigli, olmi, ippocastani, bagolari) creando scorci e prospettive che sfruttano il contrasto tra le grandi masse arboree e le ampie superfici a prato. Un elemento caratterizzante è il laghetto romantico, con isoletta e ponticello, nel pratone di ingresso. Dopo l'acquisizione allo Stato, i lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza tra il 1983 ed il 1985 hanno conservato integralmente i valori paesaggistici e ambientali del parco storico. L'impianto naturalistico collinare del parco, che presenta in prevalenza piantagioni arboree e boschive, è stato realizzato sfruttando la potenzialità delle vedute e degli scorci verso la città.