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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > CENTRO GIOVANI GALILEO 2 - OFFICINA MULTIMEDIALE > INTERVISTA A CRISTIANO BALLI, CITTADINO E PRESIDENTE DEL Q5
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N. Si descriva in tre parole:

Responsabile, attento e generoso

L’ultima volta che ci siamo visti lei ha detto che ha frequentato l'++ ISIS L. Da Vinci,

come ha vissuto il periodo scolastico e in che modo è cresciuto attraverso la scuola ?

Mi sono diplomato nel 1986 come perito elettrotecnico. A scuola ho imparato a entrare in contatto subito con il mondo del lavoro. Quando andavo al Da Vinci eravamo più di 3000, formavamo una grande comunità che aveva molti problemi e difficoltà, nonostante ciò ho incontrato persone significative grazie alle quali sono riuscito a creare rapporti di amicizia che ancora oggi esistono.

Cosa l’ha invogliata a prendere questo percorso ?

Ho sempre dedicato molto tempo alle attività di volontariato anche se ho lavorato per molti anni alla Fiat e alle ferrovie. Inizio questa attività politica-amministrativa 8 anni e mezzo fa. A quel tempo venne fuori la possibilità di candidarmi per entrare a far parte del consiglio del q5 e io l’accettai. Per cinque anni ho avuto l’incarico di presidente per la commissione sociale che era il tema che mi stava più a cuore. Alla fine del mandato mi è stata concessa la possibilità di candidarmi come presidente del q5, ho raccolto più di mille preferenze e io con altri 13 consiglieri, dodici della mia stessa forza politica più uno di un partito alleato abbiamo vinto. Così mi sono trovato a svolgere il ruolo che mi ha cambiato la vita completamente.

Quali sono le differenze tra il q5 di quando era ragazzo lei e quello di adesso ?

Il q5 trentacinque anni fa già aveva iniziato il percorso che l’ha portato a quello che è oggi. In questi anni sono arrivate sul quartiere funzioni importanti, l’università prima era solo a S. Marta adesso invece c’è il polo universitario a Novoli, da circa dieci anni è stato costruito il tribunale, perciò si è attuata una grande trasformazione del quartiere sia da un punto di vista infrastrutturale sia da un punto di vista dei servizi. L’altro grande cambiamento riguarda l’ambito sociale. Si è verificato un invecchiamento importante della popolazione sul quartiere, c’è stata una diminuzione dei giovani e un arrivo importante di persone straniere che ormai risiedono nel quartiere definitivamente.

Quale significato ha esser diventato presidente del quartiere in cui è cresciuto ?

Provare con quelle che sono le mie possibilità a svolgere questo compito, sperando alla fine di lasciare ai cittadini un quartiere un po' più vivibile di quello di prima con infrastrutture come ad esempio la tramvia funzionanti, con qualche area verde in più, con progetti dentro le scuole e le società sportive. Principalmente lo sforzo di dare il mio contributo affinché aumenti la qualità della vita nel quartiere.

Il ruolo del quartiere all’interno di Firenze ?

Secondo me il nostro quartiere è la chiave di volta di Firenze. Se dobbiamo cercare di costruire una città multicentrica il q5, guardandolo nello sviluppo della città metropolitana, diventa il centro di Firenze. Ha al suo interno alcune funzioni fondamentali come il tribunale, tre poli universitari, uno degli ospedali pediatrici più importanti di Italia Mayer, l’ospedale più grosso della toscana Careggi, alcune funzioni di carattere economico GE Oil & Gas (il vecchio pignone) ancora risiede e sviluppa tecnologia nel quartiere, la tramvia. E’ il crogiolo della trasformazione di Firenze, con tutte le contraddizioni che ci possono essere. Se guardi lo skyline del quartiere intravedi una prospettiva di futuro.

E’ il quartiere più grande di Firenze, quali sono i problemi principali e quali sono le soluzioni ?

Il primo problema è  quello legato alla mobilità, perché dal q5 passano tre grandi direttrici di traffico la Pistoiese, la Pratese e due autostrade A1/A11 su Guidoni. La soluzione è la tramvia che a breve verrà a svolgere un servizio che migliorerà la situazione. IL secondo tema è legato a un carattere sociale. Anziani spesso soli, la presenza di molte famiglie con difficoltà abitative e la multietnia del quartiere. Le soluzioni non sono diverse da altre parti della città, misurare i servizi in base alle esigenze e al bisogno. Sul quartiere si cerca di fare molti progetti potenziando i luoghi di ritrovo e lavorare sul tema del sociale.

Qual’è il ruolo dei giovani nel q5 e come possono migliorarlo ?

Corro il rischio di dare un giudizio da babbo, secondo me dobbiamo chiederlo a voi. Se gli adulti continuano ad assegnarvi un compito, si fa un lavoro che da un punto di vista educativo è sbagliato. Mi piacerebbe che fossero i giovani a chiedere spazio, tempo e luogo per sentirsi attivi e propositivi.

N. D'auria