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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > SCUOLA E TERRITORIO > CONTRO IL CYBERBULLISMO
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Quattro gli istituti comprensivi del Q.5 coinvolti (Gandhi, Vespucci, Poliziano e Rosai) con protagoniste le classi delle seconde e terze medie.
L'associazione For.Ed.A. che realizza il progetto ha vinto un bando  della Cassa di Risparmio di Firenze finalizzato alla crescita culturale e sociale dei ragazzi della scuola media.
Il Quartiere 5  ha sostenuto l'idea dell'associazione  e ha riconosciuto rilevanza sociale al progetto che ha il duplice obiettivo: 1) di avviare un processo di consapevolezza nell’utilizzo della rete per navigare sicuri; 2) di sollecitare lo sviluppo di competenze tecniche più precise in grado di intervenire in una materia così delicata.
Il progetto verrà attuato attraverso l'integrazione con le materie scolastiche  e avrà un carattere innovativo sia nei temi che nelle modalità didattiche. Verranno infatti adottati strumenti come installazioni visive, performance teatrali, giochi sulla comunicazione a tanto altro ancora per coinvolgere i ragazzi anche sul piano emotivo ed esperenziale. 


COME E’ NATO IL PROGETTO 

Ne parlano Federica Giuliani, Project Manager e Trainer, ideatrice di H@ppynet, e Giuseppe Ianni, Presidente dell’Agenzia formativa For.Ed.A Toscana.


Federica - Giusto. Partiamo dal nome. H@ppynet è un progetto che si propone l’educazione alle nuove tecnologie. Per i giovani, per gli adulti, internet rappresenta una risorsa ormai consolidata per promuoversi professionalmente, comunicare e condividere informazioni e opinioni. Non manca chi ne fa un uso distorto e chi naviga on line senza cautele e protezione, e questo è un grosso rischio soprattutto per gli adolescenti. Classificarlo come un progetto in contrasto al cyberbullismo lo riteniamo riduttivo, oltre a rischiare di far intendere che seguiamo solo una moda. Non si educano gli adulti e soprattutto le giovani generazioni “contro qualcosa o contro qualcuno”. Dobbiamo ricordarci che le problematiche sociali non vanno affrontate con rigidità e a compartimenti stagni, ma vanno inserite necessariamente dentro una narrazione più ampia, che fa chiare le connessioni e legami con una pluralità di contesti (sociale, culturale, economico, storico ecc…).

Giuseppe - Con H@ppynet intendiamo promuovere una visione articolata della cultura digitale. Abbiamo l’obiettivo di trasmettere una visione alta della rete e delle relazioni che questa permette, più che di reprimere azioni o scelte sbagliate. È responsabilità di ciascun educatore – direi di ogni cittadino – costruire un ambiente positivo e trasmettere ai figli, ai nipoti, non la paura del futuro, ma il desiderio di innovare e di andare incontro agli altri con apertura e simpatia. Non possiamo impedire ai giovani l’accesso e l’uso dei social, né possiamo ipotizzare di tenerli costantemente sotto controllo. Questo progetto trova il suo senso pieno nella presenza delle scuole. Quattro istituti comprensivi del Q5: Gandhi, Vespucci, Poliziano e  Rosai hanno dato il loro contributo attivo alla realizzazione e hanno scelto le classi che parteciperanno (seconde e terze medie). L’abbiamo impostato in modo tale che rientri in un processo educativo integrato con le materie e innovativo sia nei temi che nella modalità didattiche. 
 
Federica - Ci saranno installazioni visive e esperienziali, una performance teatrale, giochi sulla comunicazione e non solo. Desideriamo che i ragazzi siano coinvolti da un punto di vista emotivo, non solo razionale. A 12-13 anni l’aspetto affettivo, l’intelligenza emotiva, il desiderio di sfidarsi e sfidare veicolano concetti e stimolano riflessioni che non sempre sono attivati dalla pura razionalità o da imposizioni calate dall’alto.

Giuseppe - La questione importante, infatti, è recepire il nuovo modo di pensare dei giovani. Da una parte siamo costretti a inseguire il loro pensiero che, a volte, per gli adulti risulta “altro”, dall’altra dobbiamo anticiparli per indicare una strada, per proporre un modello – da elaborare insieme  - in modo che acquisiscano comportamenti e atteggiamenti sui quali si possano fondare nuove relazioni nella società dell’informazione. Per un nativo digitale la comunicazione è con il mondo intero, a portata di click. Ha la percezione di questa potenzialità? Delle opportunità che favorisce, ma anche dei rischi che presenta? Al momento, né i giovani né, tanto meno, gli adulti hanno delle risposte precise.
Per questo abbiamo già pronto il corso “Cittadini Digitali”, rivolto a genitori, insegnanti, educatori ma a chiunque sia interessato a capirne di più, su web security, etica digitale e anche storytelling e capacità di autopromuoversi on line. Una formula formativa breve (6-8 h circa) ma ricca. Lo attiveremo a partire dall’anno prossimo.

Per ulteriori informazioni e contatti www.foreda.it
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