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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > SE CI PASSI FERMATI > EX OFFICINE GALILEO
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 Fondata nel 1866, l’azienda produce strumenti scientifici ed astronomici per ottica e optoelettronica. Inizialmente i laboratori erano ospitati dall’Istituto Tecnico Toscano, da dove furono trasferiti nella zona di Rifredi nel 1908. Agli inizi del secolo scorso, infatti, quest’area del Quartiere vede la nascita di numerosi insediamenti industriali, dalla metallurgia alla lavorazione del legno; nel primo dopoguerra ad essi si aggiungono anche la Manetti e Roberts, il Pignone, la Superpila e la Fiat. Le Officine Galileo rimangono, però, la presenza più rilevante sul territorio, soprattutto nel periodo compreso tra le due guerre, quando all’azienda vengono affidate importanti commissioni da parte della marina militare. Nel 1943 i lavoratori della Galileo erano ben 4688. Dal secondo dopoguerra inizia il lento declino dell’industria, dovuto anche alle concorrenti d’Oltralpe, e nel 1971 la Galileo è costretta a chiudere con un debito di oltre 7 miliardi di lire. Quattro anni dopo, le Officine si trasferiscono a Campi Bisenzio, al confine con Calenzano, dove tutt’ora sono insediate. Il destino dell’area resta incerto per molti anni, nonostante i vari studi di fattibilità per trasformarla in un Centro d’Arte Contemporanea. Nel 1983 la Soprintendenza dei Beni Architettonici ha riconosciuto il capannone del Meccanotessile – il cosiddetto padiglione “M”- come patrimonio monumentale industriale.

Dopo i lavori di bonifica e di realizzazione dell’area gioco, il nuovo giardino “del Meccanotessile" , inaugurato  lo scorso  15 ottobre,  è intitolato agli operai della Galileo.