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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > PRIMO PIANO > A VILLA POZZOLINI LE TRAGEDIE DEL ' 900
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In occasione delle Giornate della Memoria e del Ricordo il Q.5,  in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, organizza un ciclo di incontri in programma il 5, 12 e 19 febbraio a Villa Pozzolini, viale Guidoni 188, ore 17. Gli incontri sono affidati a docenti e studiosi che affrontano i temi legati alle giornate del 27 gennaio e del 10 febbraio (Giorno del Ricordo), arrivando a comprendere anche l’attualità con l’illustrazione della crisi dei Balcani degli anni ’90, così da evidenziare come la storia spesso riproponga scenari agghiaccianti. Saranno infatti approfonditi l’esame delle politiche di sterminio del popolo ebraico nel contesto dell’Europa occupata dal nazismo e dai suoi alleati, quindi le vicende del confine orientale italiano, fra guerre mondiali, foibe ed esodo delle popolazioni italiane, e, infine, sarà affrontata la questione delle guerre Balcaniche degli anni Novanta del ‘900, quale ultima fase di un processo di violenze che ha marcato quella regione dell’Europa lungo tutto il secolo scorso. In particolare in occasione dell’ultimo incontro è previsto anche l’intervento del dott. Maurizio Certini, direttore del Centro La Pira, per offrire un quadro degli spostamenti di popolazione e delle politiche di accoglienza che hanno segnato il nostro territorio negli ultimi decenni.

Il Presidente del Q.5, Cristiano Balli, presentando la manifestazione ha così commentato: “E’ importante l’offerta complessiva che il quartiere quest’anno propone, per ricordare queste due date; lo si è fatto non con delle semplici celebrazioni, ma con la volontà, attraverso immagini e contributi, di stimolare il valore della memoria. Mi piace chiudere invitando tutti a partecipare con questa frase di Primo Levi: Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai”.