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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere4 > Memoria e Identita' > LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO A MONTE OLIVETO
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Se vi trovate dalle parti di Bellosguardo o di Monte Oliveto, mentre godete di una vista sulla città che a ogni curva si dispiega in un panorama che ha pochi eguali, potreste cogliere l’occasione per visitare la chiesa di San Bartolomeo con il suo patrimonio storico e culturale di rara intensità e bellezza. Fondata nel 1334 dall'Ordine dei Monaci benedettini olivetani, è stata ampliata e ristrutturata più volte nel corso dei secoli assumendo alla metà del millecinquecento le attuali forme architettoniche riconducibili alla visione artistica di Michelozzo dei Michelozzi. Questo gioiello poco conosciuto, oltre ad essere stata la prima dimora de “L'Annunciazione” di Leonardo (fino al 1866), conserva ancora oggi, sulle pareti dell'unica navata, opere di assoluto rilievo, dagli affreschi alle tele di scuola manierista. Già dallo spazio antistante alla chiesa si viene trasportati dentro un' opera d’arte, infatti il giardino è lo stesso che il grande pittore di Vinci ritrasse nel suo quadro e all’ ingresso le due delicate acquasantiere, raffiguranti le vestali Claudia e Tuccia, sembrano accogliere il visitatore con la grazia della loro fattura.
All’interno è l’ affresco dell’ “Ultima cena”, insieme alla sua interessante sinopia, a catalizzare l’attenzione. Il Sodoma, personaggio controverso e poliedrico (soprannominato dai monaci “il mattaccio” per i numerosi scherzi ), ci regala un “cenacolo” di grande modernità dove la figura di Giuda (forse autoritratto del pittore stesso) attrae l' attenzione dello spettatore per la forza espressiva del volto e della figura posta in forte contrapposizione a tutti gli altri apostoli e al Cristo stesso. Di grande interesse anche gli altri affreschi, la“Deposizione di Cristo” di Ulisse Giocchi di scuola vasariana, e quelli di Bernardino Poccetti voluto dalla Famiglia Strozzi perché desse con la sua pittura ulteriore lustro alla loro casata. Di non minor pregio le importanti tele, il ” Miracolo di Cristo e l’ Emorroissa” del  Poppi (sopra l’altare) e l’“Assunzione di Maria” del  Passignano (parte centrale della navata), oltre alla “Vergine in gloria con Bambino e Santi”, l' “Apparizione della Madonna al Beato Bernardo Tolomei” di Simone Pignoni e la”Santa Francesca Romana” di Fabrizio Boschi. Insomma, la chiesa di San Bartolomeo fa parte di quel vasto patrimonio artistico che, perso nella oceanica ricchezza di Firenze, resta poco noto, ma che merita assolutamente di essere scoperto e apprezzato.


 

L'Annunciazione di Leonardo

Per ulteriori info www.sanbartolomeoamonteoliveto.net