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Giovedì 24 ottobre è stato riaperto il Ponte Vespucci, al termine dei lavori di messa in sicurezza della struttura, iniziati alla fine dello scorso novembre.

È stato uno degli interventi più complessi mai fatto sui ponti a Firenze negli ultimi decenni, dopo quello sul Viadotto dell’Indiano. Il Vespucci è l'unico ponte realizzato dall'ingegner Morandi in Italia che è stato messo in sicurezza.

I lavori sono iniziati il 26 novembre 2018, preceduti dall’avvio qualche giorno prima delle operazioni preliminari di montaggio dei sensori (una trentina per monitoraggio costante della struttura durante i lavori, monitoraggio che si protrarrà fino al 2020) e dai rilievi tecnici sia subacquei, effettuati da sub e da strumentazione apposita, sia aerei mediante l’utilizzo di droni. Durante la prima fase è stata eseguita la demolizione della platea in calcestruzzo sotto la spalla sinistra del ponte. Tra gennaio e febbraio sono state realizzate la pista di accesso, la trave di lancio per le iniezioni e la scogliera dove posizionare il macchinario necessario per le successive lavorazioni. Durante la seconda fase, da marzo a maggio, sono state effettuate le perforazioni e le iniezioni di malta cementizia all'interno dello strato di ghiaia in cui sono infissi i pali della pila. Da fine luglio è scattata la terza fase della messa in sicurezza che ha visto l’installazione del ponteggio e delle canne valvolate, attività preliminari alla quarta fase (in agosto), nel corso della quale si è proceduto alla posa in opera del materiale di riempimento che ha ripristinato il fondale eroso dal fiume intorno alla pila. Nella quinta fase (nel mese di settembre) sono state eseguite le iniezioni verticali e il riempimento della sottofondazione con calcestruzzo. Nella sesta e ultima fase, in ottobre, è stato smontato il ponteggio, rimosso il cantiere e a conclusione effettuate le prove di carico. Le lavorazioni e lo stato di salute del ponte sono state monitorate in tempo reale grazie al sistema allestito nelle fasi preliminari. Si tratta di 35 punti di misura, 114 sensori e una webcam che hanno effettuato il monitoraggio da novembre 2018 e che continueranno il loro lavoro fino a marzo dell’anno prossimo.
Tutto l’intervento è costato 1.700.000 euro (di cui 1.388.690 euro di lavori cui si aggiungono Iva e spese tecniche come la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza in cantiere e i collaudi).
Dopo la messa in sicurezza, il prossimo anno sarà la volta della nuova illuminazione, a cura di Silfi Spa. Il nuovo progetto di illuminazione prevede un cordolo centrale che accoglierà una serie di “steli luminose” moderne, alte non oltre i 4 metri, con diretti riferimenti stilistici all’architettura e all’iconografia del ponte. Saranno circa 20 e avranno una conformazione sottile, leggera, centralmente pressoché vuota con la sola decorazione metallica, dotata di luce led integrata sui due lati della struttura per illuminare l’intera carreggiata in modo uniforme. Per garantire un'adeguata illuminazione anche ai pedoni sarà aggiunta un'illuminazione continua e lineare nascosta sotto il corrimano che illuminerà in maniera morbida e calda i due marciapiedi. Tutto l’impianto sarà progettato per ospitare sorgenti led di ultima tecnologia che garantiscono efficienza energetica e alta qualità della luce, che sarà di colore bianco caldo, adeguato al contesto paesaggistico notturno circostante.

Anche per la pavimentazione la progettazione è in stato avanzato e prevede la sostituzione dei sanpietrini in porfido con asfalto architettonico pigmentato grigio, soluzione già autorizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. I lavori, in programma la prossima primavera, saranno organizzati in modo da ridurre il più possibile i disagi al traffico e consentire il transito sul ponte.