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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > MEMORIA E IDENTITA' > COMMEMORAZIONE STRAGE DI CASTELLO E ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
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5 AGOSTO: COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DI CASTELLO

 

Era il 5 agosto quando il capitano Kuhne, comandante tedesco, dette l’ordine di fucilare dieci italiani per rappresaglia perché convinto di dover rispondere al gesto di un ribelle che aveva ferito un soldato tedesco. Gli ostaggi furono presi tra i rifugiati nei sotterranei del Farmaceutico Militare, adibiti quel tempo a rifugio antiaereo.
La strage è stata ricordata con un corteo, partito alle 9 da Piazza del Sodo, che ha raggiunto l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare che fu teatro del massacro. Alle 9.30, all’interno dell’Istituto, è stata celebrata dal Cappellano militare una messa in memoria delle vittime. La commemorazione è proseguita con la deposizione di una corona alla presenzae dei Gonfaloni dei Comuni di Firenze, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

 

 


 11 AGOSTO: 75° DELLA LIBERAZIONE

 

I rintocchi della Martinella hanno aperto, la mattina dell’11 agosto, le celebrazioni del 75esimo anniversario della Liberazione di Firenze. Fu proprio il suono della campana della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio che l’11 agosto 1944 annunciò alla città il ritorno alla libertà e alla democrazia. Le celebrazioni sono continuate alle 9.45 in piazza Santa Croce, dove si è tenuta la cerimonia solenne dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di alloro.  Il corteo con al seguito i Gonfaloni di Firenze, della Regione Toscana, della Città metropolitana e dei vari Comuni dell’area fiorentina, oltre ai labari della federazione delle associazioni partigiane e delle associazioni d’arma e combattentistiche si è diretto a Palazzo Vecchio dove, sull’arengario in piazza della Signoria, si sono tenuti  gli interventi del sindaco Dario Nardella, di Leandro Agresti, nome di battaglia Marco, uno dei primi partigiani a salire a Monte Morello, e di Riccardo Mattei, figlio della partigiana Liliana Benvenuti ‘Angela’.
Il Sindaco Dario Nardella ha espresso un ringraziamento particolare al figlio di Giuliano Calcini, Federico, che ha donato all’amministrazione comunale la piccola ricetrasmittente con la quale il padre riuscì a portare avanti l’attività clandestina di Radio Cora dopo che nel giugno del ’44 furono arrestati e uccisi alcuni partigiani, membri di Radio Cora.  Documenti cartacei originali, anch’essi donati da Federico Calcini insieme alla radio, saranno conservati nell’archivio comunale di via dell’Oriuolo.