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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere1 > NO > CINQUANTA PIETRE D'INCIAMPO PER RICORDARE I DEPORTATI NEI LAGER NAZISTI
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Approvata il 9 aprile scorso dalla giunta di Palazzo Vecchio la delibera che autorizza la posa delle pietre di inciampo, le piccole, potenti, opere-memento ideate nei primi anni Novanta dall'artista tedesco Gunter Demnig. Si chiamano così, ''pietre d'inciampo'' perché devono ''far inciampare'' i passanti, ricordando ai distratti che cosa è successo lì, in quel punto preciso della città, durante l'occupazione nazifascista. Le pietre sono targhette quadrate di ottone delle dimensioni di un sanpietrino (10x10 cm), incastonate nel selciato di fronte all'abitazione delle vittime delle deportazioni nei campi di concentramento, con incisi i loro nomi e cognomi, le date della cattura e della morte.
Sarà Gunter Demnig stesso, come ha fatto in tutte le altre città europee, a sistemare le pietre nei luoghi segnalati: via del Gelsomino (da cui furono prelevate sei persone della famiglia Pacifici), in viale Amendola, (dove si trovava l'ospizio della Comunità e da cui, la sera del 24 maggio 1944, furono portate via 28 persone), via Bovio (3 persone), piazza d'Azeglio (2), via Masaccio (4), piazza delle Cure (3), piazza Donatello (1), via Ghibellina (4).
La prima pietra verrà posata il 27 gennaio 2020, in occasione del Giorno della memoria.