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Il libretto rosso dei partigiani: manuale di resistenza, sabotaggio e guerriglia antifascista, a cura di Cristiano Armati, prefazione di Ferruccio Parri, Ed: Purple Press, 2009

Quando la resistenza passiva divenne impotente di fronte agli abusi del regime fascista, agli eccidi di massa ordinati dai gerarchi di Salò e allo sterminio dei cittadini di religione ebraica, un nucleo di donne e di uomini scelse la via della ribellione e, dalle cime delle montagne o dai bassifondi delle città, invitò alla rivolta la parte migliore del popolo italiano. Scritto negli ultimi mesi del 1943 e diffuso clandestinamente, Il libretto rosso dei PARTIGIANI raccoglie le teorie e le pratiche della guerriglia metropolitana, mettendo a disposizione di tutti le nozioni indispensabili per opporsi efficacemente alla brutalità delle SS e delle Camicie Nere. Il libretto rosso dei PARTIGIANI resta un documento storico di inestimabile valore: pagine di coraggio dedicate ad una patria comune chiamata libertà.

La libellula: una storia di persone nella resistenza, di Bert D'Arragon, ed. I.S.R.Pt, 2009
“La Libellula” racconta le vite di due ragazzi che nel 1924, ancora adolescenti, scoprono il loro amore e lasciano il piccolo borghetto toscano in cui erano cresciuti. La fuga attraverso l’Italia fascista segnerà le loro vite e ognuno seguirà la propria strada che si intreccia con il destino delle persone che incontrano, con la guerra, la lotta di Giustizia e Libertà, la resistenza armata e la vita di una spia della polizia segreta fascista, l'insidiosa OVRA. L’autore descrive le città in cui si trovano con quel sentimento di partecipazione intima con il quale Pratolini descriveva la sua San Frediano, Fenoglio le sue Landre, e con cui Tobino scriveva “Il clandestino”. Gli scenari in cui si svolgono le vicende di Montepulciano, dei quartieri romani, del convento sulla montagna pistoiese hanno una voce e un fascino tali da invitare il lettore a ricordare o a desiderare di vedere.

L’uomo e la natura, di Leonardo da Vinci, a cura di Mario De Micheli, ed. Feltrinelli, 1991
Questa raccolta di scritti a cura di Mario De Micheli ripropone, pensiero per pensiero, i testi di Leonardo sui grandi temi universali. La terra, il nostro corpo, le nostre passioni, il difficile teatro su cui la storia celebra i suoi riti con grandezza o ferocia: ecco "la materia" che Leonardo affidò ai suoi manoscritti. Tra scienza e arti egli non fece differenza, giudicando entrambe strumenti di indagine da esercitare sul medesimo oggetto, l'uomo e la natura, appunto, anche se diverso considerava il carattere dei loro mezzi conoscitivi. Fu un grande intellettuale, la cui vicenda sopra ogni altra è stata una straordinaria avventura di opere e di ricerche accanite, compiute in molteplici campi e spesso in tenitori del tutto sconosciuti, dov'egli penetrò acutamente per primo. Di qui anche l'importanza insostituibile dei suoi manoscritti. Infatti le ragioni della sua mente, il segreto delle sue immagini, l'assillo del suo sapere, sono racchiusi proprio qui: in questi appunti, in queste note, in questi frammenti, su cui davvero, come dice De Micheli nella sua Introduzione, non è scesa la polvere.

Gli Innocenti e Firenze nei secoli. Un ospedale, un archivio, una città, a cura di L. Sandri, Ed. SPES, 1996

Il libro, redatto da un’ équipe di studiosi d’eccezione, vuole essere solo un esempio di alcune delle tematiche storiche che è possibile seguire proprio attraverso le testimonianze conservate nell’archivio dell’Istituto. Se il periodo cronologico più ampiamente rappresentato nei diversi saggi del volume, in linea col progetto iniziale, che si riprometteva la celebrazione della fondazione dell’istituzione, è sicuramente il XV secolo, epoca in cui si può ben dire che l’ospedale rappresenti una delle più significative espressioni culturali, non mancano tuttavia studi che si sono spinti oltre, sino al XVII e al XVIII secolo. Il messaggio che il libro intende trasmettere è principalmente quello dell’intenso passaggio di esperienze e dei forti legami costituitosi nei secoli tra gli Innocenti e la città; una sequenza di “fatti”, che ricompongono una Firenze inedita, che viene presentata al lettore da uno speciale punto di osservazione: l’ospedale degli abbandonati, una “città” nella città.

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