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FESTA PER IL ‘BIANCONE’

Ci sarà una grande festa il prossimo 25 marzo in piazza della Signoria per il completamento del restauro della Fontana del Nettuno. La festa coinciderà con il Capodanno fiorentino e celebrerà anche il 500mo anniversario della nascita di Cosimo I dè Medici granduca di Toscana.
Il restauro delle statue di bronzo, resosi necessario perché le opere erano particolarmente deteriorate da acqua e agenti atmosferici, fa parte del più ampio progetto di recupero  del complesso, iniziato nel febbraio 2017 grazie a 1,5 milioni euro erogati dalla maison Salvatore Ferragamo tramite lo strumento dell’Art Bonus.
Il restauro si è articolato in varie fasi con la pulitura delle superfici marmoree e bronzee, il consolidamento e la protezione finale; inoltre è stato sostituito l’impianto idraulico compresa la parte impiantistica elettrica ed elettronica col risultato che la fontana tornerà a zampillare con un sistema di giochi d’acqua.

Cenni storici:. Nel 1559 Cosimo I de’ Medici bandì un concorso per creare la prima fontana pubblica di Firenze, al quale parteciparono i più importanti scultori fiorentini dell’epoca: venne scelto il Nettuno di Bartolomeo Ammannati perché giudicato più significativo nell’esaltare i gloriosi traguardi marinari raggiunti in quei decenni dal Granducato di Toscana. L’apparato scultoreo venne eseguito tra il 1560 e il 1565, e fu inaugurato in occasione delle nozze tra Francesco I de’ Medici e la granduchessa Giovanna d’Austria il 10 dicembre 1565.

 


PROCEDE L’INTERVENTO NELLA SALA DEGLI ELEMENTI

Dopo mesi di ponteggi comincia a svelarsi il soffitto della Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio.
Il restauro è iniziato nel 2017 e terminerà nella primavera prossima; i lavori, che hanno lasciato visitabile la Sala pur con un percorso parziale, hanno già svelato colori e particolari originali delle pareti e a breve sarà completamente rimesso a nuovo anche il soffitto. L’intervento ha ricevuto il finanziamento dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti per oltre 800 mila euro ed è inserito nel progetto Flic (Florence I care) che coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini.
I restauratori hanno provveduto a operazioni di pulitura, stuccatura, riparazione di fessurazioni e distacchi di materiale, recupero dei colori originali e delle decorazioni delle parti lignee. L’ultimo restauro completo della Sala risaliva agli anni Sessanta.

Il Quartiere degli Elementi consiste in cinque grandi stanze e due loggiati. Cosimo I ne commissionò originariamente la realizzazione a Battista del Tasso, ma alla sua morte le decorazioni furono portate a termine da Vasari e bottega, soprattutto da Cristofano Gherardi detto il Doceno e Marco da Faenza. Le pareti della Sala degli Elementi sono decorate con affreschi allegorici che rappresentano Acqua (Nascita di Venere), Terra (Primizie della Terra offerte e Saturno) e Fuoco (Fucina di Vulcano) mentre  il soffitto è decorato con l'allegoria dell'Aria. Il camino fu disegnato dall'Ammannati.