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Il Giardino dell’Orticoltura nasce nel 1859, quando alla Società dell’Orticoltura toscana, voluta dall’Accademia dei Georgofili per diffondere l’arte del giardinaggio, fu concesso di utilizzare un terreno in via Bolognese di proprietà del marchese Ludovico Ginori Lisci. La Società lavorò tre anni per realizzare il giardino sperimentale, che comprendeva un pomario, una vigna e un piantatoio e si arricchiva di piante ornamentali e rare nella parte più bassa, verso Porta San Gallo. A partire dal 1880 il giardino ospitò esposizioni internazionali e mostre prestigiose che furono l’occasione di riordinarlo e impreziosirlo. Fu in quell’anno che la Società, per onorare l’incarico di organizzare la Prima Esposizione Nazionale per conto della Federazione Orticola Italiana, affidò all’architetto Giacomo Roster la realizzazione del Tepidarium, un’enorme serra in vetro e ghisa ribattezzata dalla stampa dell’epoca “Palazzo di cristallo”. Nell’Esposizione del 1887 il giardino fu corredato da un caffè restaurant e di una seconda serra e nel 1911 prese parte alle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia; in quest’occasione fu costruita la Loggetta Bondi, realizzato il cavalcavia pedonale sulla ferrovia e allargato il viale principale. Con la Prima Guerra Mondiale la Società attraversò un periodo di declino, tanto che il Comune, quando acquistò il giardino nel 1930, dovette stanziare dei fondi speciali per restaurare il tepidario del Roster. La parte più alta del giardino è nota come Orti del Parnaso ed è posta su un dislivello panoramico che offre una spettacolare vista su Firenze. Qui, una fontana in pietra e vetri colorati a forma di serpente o drago si snoda sulla scalinata. L’area più vicina all’entrata di via Trento è il Giardino dei Giusti, istituito nel 2003 sul modello di quello di Gerusalemme, il quale ospita il carrubo, albero simbolo del giardino, e una lagestroemia dedicata a Gino Bartali.