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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere2 > Memoria e Identita' > LA MAGIA DEL CEPPO DI NATALE, UN'ANTICA TRADIZIONE TOSCANA
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Forse non tutti si ricordano o conoscono la tradizione del Ceppo di Natale, una tradizione antichissima della nostra Regione carica di figure, simboli e di funzioni.
Tradizione quasi persa vista la rarità di trovare il camino nelle case odierne.

Il Ceppo porta con sé l’origine della figura di Babbo Natale, ma più propriamente dell’albero di Natale.


Ma cosa si intende per ceppo?

È quella parte dell’albero che sta a fior di terra e sotto di questa, dove si annodano le radici e da dove parte il fusto della pianta. Stava a simboleggiare l’unità, la forza e la famiglia, ma a volte era un semplice pezzo di tronco.
Il capoccia durante l’anno teneva d’occhio la grandezza e la natura dei ceppi che venivano estratti dai campi e dai boschi e sceglieva quello più adatto per metterlo nel camino la sera della vigilia di Natale e bruciarlo di fronte alla famiglia tutta riunita.

In certi luoghi il Ceppo doveva durare per la vigilia, per Natale e anche per tutto Santo Stefano. A volte arrivava al Capodanno e doveva durare, bruciando ininterrottamente, fino alla Befana.


Ma in città?

In città le cose erano più complicate, ma comunque il ceppo ardeva la sera di Natale. Non era solo una cosa fisica, adatta a scaldare nel freddo dell'inverno, ma era anche simbolo dell'unione del cielo e della terra, dell'amore della famiglia con il fuoco e diffusione di flussi positivi nella casa e nella terra.

Se le dimensioni lo permettevano era usanza anche disporre sopra il Ceppo a mezzanotte del Natale i regali per i bambini, che consistevano in dolci, frutta e giocattoli semplici oppure si facevano cadere in vari modi dal camino o da altre aperture.

Con il passare del tempo il Ceppo da tronco finì per adottare linee essenziali riducendosi ad una piramide di forma all'incirca regolare.
 

Ma dove si poteva comprare il ceppo a Firenze?

Nei giorni precedenti al Natale si teneva il mercato dei ceppi sotto la Loggia del Porcellino dove si potevano trovare dolci, regali  e vari ingredienti per allestirlo.
Si cominciò così ad ornarlo secondo la ricchezza del contesto: coperto con stoffa, nappe, ciondoli, festoni e a volte sulla cuspide veniva posto un pupazzo dalla figura umana.
Non più nel camino, ma ormai il “nuovo ceppo” veniva posto in mezzo alla tavola o nel salotto, intorno al quale i bambini correvano per provare ad accaparrarsi qualche dolcetto.
Difficile non credere che da qui nacque l’odierna tradizione dell’Albero di Natale.


Alcune credenze popolari

  • Le ceneri del ceppo venivano sparse nei campi coltivati per tenere lontane le malattie delle piante e propiziare buoni raccolti;
  • Durante le tempeste i tizzoni venivano riaccesi per tenere lontani i fulmini;
  • Chi dorme la notte di Natale con il capo appoggiato o vicino al Ceppo vedrà realizzati i propri sogni;
  • Un frammento incombusto del Ceppo veniva posto spento sotto il letto per proteggere la casa dagli spiriti maligni;
  • I buoi e gli animali malati venivano segnati con i carboni del Ceppo per guarirli dagli influssi negativi.