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Il Comune di Firenze vara un Piano casa del valore complessivo di 56,1 milioni di euro, tra vecchi e nuovi investimenti, che interesserà 1.664 famiglie che non hanno una casa di proprietà e fanno parte della cosiddetta ‘fascia grigia’, formata da persone che non hanno i requisiti per  ottenere l’assegnazione di un alloggio popolare, ma non dispongono di un reddito tale da poter progettare autonomamente una soluzione abitativa soddisfacente.

Il Piano è composto da 7 capitoli, ciascuno dei quali formato da diverse tipologie di intervento.

Il contributo affitti nel 2018 sarà erogato per un importo complessivo di 1 milione di euro. Ne potranno beneficiare 900 famiglie appartenenti alla fascia A (con Isee fino a 13.192 euro) e alla fascia B (Isee compresa tra 13.192 euro e 28.470). A tutti loro andrà un contributo aggiuntivo mensile medio di 185 euro (fascia A importo massimo 300 euro il mese, fascia B 200 euro al mese). Quest’anno, dopo, 14 anni viene di nuovo erogato il contributo alla fascia B. Nel 2019, invece, per il contributo affitto saranno disponibili 2 milioni di euro in bilancio e potranno presentare la domanda tutti i residenti in città.

L’housing sociale rappresenta una risposta abitativa a persone che non accedono alle case popolari ma non hanno le possibilità per sostenere un affitto sul mercato immobiliare privato; vi sono destinati 137 appartamenti (di proprietà del Comune e dati in gestione  a Casa spa), la metà dei quali sono nel centro storico mentre 18 appartamenti saranno realizzati nell’Ex Meyer.

Gli alloggi di transizione costituiscono una risposta temporanea (assegnazioni di 18-24 mesi al massimo) a una difficoltà abitativa. E’ in corso la gara per l’acquisto da parte del Comune di un immobile all’interno del quale saranno realizzate circa 80 soluzioni abitative, alcune delle quali potranno avere dei servizi in comune (come ad esempio la cucina o la lavanderia). È prevista la compartecipazione del beneficiario alle spese. Questa operazione ha un valore complessivo di 4,9 milioni di euro di cui 1,7 milioni arriva dal Patto per Firenze e 3,2 dal PON Metro. Ulteriori eventuali risorse necessarie saranno inserite nel bilancio 2018.

Alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) da ristrutturare e nuovi. Si tratta di alloggi che devono essere riqualificati per essere assegnati di nuovo. In tutto sono 362 case, di cui 194 in corso di riqualificazione (per un valore di 4,5 milioni di euro con risorse statali e comunali) e 168 che lo saranno grazie a una specifica variazione di bilancio (valore intervento 3 milioni di euro e saranno finanziati con un mutuo). Per quanto riguarda i nuovi alloggi popolari ci sono quelli in parte completati e le nuove realizzazioni. Sono in costruzione 88 appartamenti in via Torre degli Agli (20 milioni di euro), 24 in via Schiff (4,03 milioni di euro), 17 alle Murate (lotto 1 del valore di 2,66 milioni di euro). Sono, invece, da progettare il secondo lotto delle Murate (16 appartamenti) e 40 appartamenti in via Rocca Tedalda 40. Questi interventi presentano  un valore totale di 8,5 milioni di euro (richiesta di finanziamento inviata alla Regione Toscana).

Per andare incontro alle esigenze abitative delle giovani coppie fiorentine, il Piano casa prevede l’accordo mutui 100%, con una collaborazione con Crédit Agricole Cariparma per la stipula a giovani coppie under 30 di mutui pari al 100% del valore dell’immobile da acquistare. Si tratta del primo passo verso la stesura di una convenzione con tutti gli istituti bancari attivi sul territorio del Comune di Firenze.

Del Piano Casa fanno parte anche il regolamento sul rispetto delle norme condominiali, il protocollo per la mediazione sociale nelle ‘case popolari’ e i criteri proposti dal Comune al Consiglio regionale in vista dell’adozione di una nuova legge sulla casa (aumento progressivo del punteggio nella graduatoria per l’assegnazione di alloggi per chi ha 10, 15 o 20 anni di residenza nello stesso Comune; aumento di punteggio nella graduatoria per chi è presente da più tempo; aumento di punteggio per chi vive in alloggi privati per i quali l’affitto incide almeno per un terzo sull’Isee; possibilità di assegnare alloggi ancora da ristrutturare alle persone che sono in graduatoria anche a prescindere dalla loro posizione; estensione della revoca dell’alloggio e/o provvedimento di allontanamento, attualmente previsti solo nel caso di fatti riconducibili a violenza domestica, anche a chi si renda responsabile di fatti costituenti reato di danno e pericolo con dolo contro la persona o contro il patrimonio; criteri che favoriscano negli stessi complessi condominiali un mix sociale di nazionalità, età e condizioni sociali, tale da garantire un efficace e sostenibile risultato di integrazione e convivenza).