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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Biblioteche Comunali Fiorentine > Consigli di lettura > 5 letture per l'estate
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1. Emmanuel Carrère, Vite che non sono la mia
(Einaudi)
Lo scrittore si è trovato per caso in vacanza con la moglie in Sri Lanka nel 2004, assistendo in prima persona al terribile tsunami che ha sconvolto il paese e distrutto centinaia di vite. Un evento che lo porta a riflettere sull'importanza della vita, i legami familiari ed il destino.
Consigliato da Sara

2. Bob Dylan, Tarantula (Feltrinelli)
Il libro fu pubblicato da Dylan nel 1966, poco dopo l'incidente motociclistico di cui rimase vittima in quell'anno.I suoi temi sono l'America del dopo Kennedy, l'estasi e l'ossessione del sesso, la violenza del mondo e dei rapporti umani, lo sguardo disincantato di chi, stando ai margini della società, non ha niente da nascondere e niente da perdere, la guerra del Vietnam e, al di sopra di tutto, la salvezza promessa dalla musica, dal sound, e simboleggiata dall'omaggio costante ad Aretha Franklin.
Consigliato da Gabriella

3. Paolo Volponi, Il pianeta irritabile (Einaudi)
È distopico, irriverente, crudele e sboccato. È uno dei migliori romanzi fantascientifici mai scritti in Italia da un autore che non ha mai scritto fantascienza ma che ha lavorato in una di quelle aziende, fiore all’occhiello del Bel Paese, che hanno e avrebbero potuto rivoluzionare il mondo: Olivetti. Paolo Volponi in queste pagine ci propone un mondo, per come lo conosciamo, terminato. Da esso ne avrà origine un altro completamente diverso. Ci accompagnano nella lettura un nano deforme, una scimmia onanista, un elefante che cita Dante e un’oca calcolatrice. E il nemico finale siamo noi.
Consigliato da Thomas

4. Yuval Noah Harari, Da animali a dei. Breve storia dell'umanità (Bompiani)
Cos'è che ha permesso a noi, uomini sapiens, di colonizzare e modificare il pianeta in cui viviamo in modo così profondo? Perchè solo noi sapiens siamo stati capaci di questo? Cosa ci fa così diversi dagli altri animali?
E' la nostra capacità di immaginazione, di creare storie, credenze, valori che fisicamente non esistono. Pensate alle divinità, alle nazioni, al volore che diamo ai dei pezzi di carta che chiamiamo soldi o ai diritti umani; sono tutte credenze e concetti che non fanno parte del nostro DNA, ma che ci servono per riconoscerci e farsi riconoscere, per collaborare e cooperare fra di noi fidandoci gli uni degli altri, sono tutti elementi che definiscono la nostra cultura. La “breve” storia dell'umanità non è banalmente un insieme di date ed eventi che si susseguono, ma è principalmente storia delle culture che si incontrano, si scontrano, si fondono e si modificano. La cultura non è altro che il profondo rapporto che noi sapiens istauriamo col mondo che ci circonda, coi fiumi, coi mari, con gli altri esseri viventi, con i nostri simili, con la vita e, soprattutto, con la morte. L'immaginazione (le storie che inventiamo per creare la nostra cultura) è il collante che ci rende capaci di cooperare con centinaia, milgiaia, milioni ed oggi miliardi di altri sapiens; è grazie a questa forza che siamo quello che siamo. Yuval Harari ci illustra la storia dell'uomo raccontandoci ciò che abbiamo immaginato e raccontanto lungo migliaia di anni, da quando eravamo simili ad animali fino ad oggi che siamo più simili a delle divinità.
Consigliato da Simone

5. Francesco Guccini - Loriano Machiavelli,  Tango e gli altri (Mondadori)
Premio Scerbanenco 2007. Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza - aver sterminato l'intera famiglia del patriarca - Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un'altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia "Salerno" su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell'anima, qualunque abito indossi. L'escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un'indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente.
Consigliato da Erika

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