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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Biblioteche Comunali Fiorentine > Consigli di lettura > ... dalla Biblioteca Pietro Thouar
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Il primo vinse, nel 1975, il premio Goncourt, il più importante riconoscimento letterario di Francia. E’ una bomba letteraria, raccontata in prima persona dalla voce di Mohammed, Momò, il bambino protagonista. La ricerca di se stessi nella Parigi multietnica e delle banlieu degli anni '70, nel 1977 ne fu tratto un film con Simone Signoret nei panni della coprotagonista madame Rosa.
Rosa, un'anziana ex prostituta ebrea, sopravvissuta ad Auschwitz, tiene a convitto nella sua casa i figli delle prostitute, che altrimenti sarebbero loro tolti dai servizi sociali.
Reietti, paria e sopravvissuti alla strenua ricerca della felicità. La casa vive il disagio dei bambini ma è priva di pregiudizi, perché madame Rosa li “adotta” tutti, certo a pagamento e temporaneamente, ma senza tener conto delle diverse religioni.
Momò, musulmano, a cui Rosa nasconde, per amore e forse un po' per egoismo, una tragedia familiare, è il suo preferito, perché, come dice il signor Hamil, non si può vivere senza amare nessuno.
La lettura vi coglierà impreparati alla commozione della moltitudine dei temi nascosti tra le righe: la devastazione psicologica dell'esperienza dei campi di concentramento, gli albori delle società multirazziali, la tenacia nella ricerca del riscatto sociale e dell'amore di una madre, l'invisibilità d’intere categorie sociali, la solidarietà nel disagio, l'amore e il rispetto fra due età, escluse dalla vita attiva, i bambini e gli anziani, la libertà di scelta nel momento della morte e la speranza dell'adozione, ma tutto, e qui sta la grandezza del libro, con la percezione di avere del positivo all'orizzonte e La vita davanti a sé.
Uno scrigno prezioso da aprire con estrema grazia, fino ad un finale strepitoso, vissuto in un cantuccio ebreo a lume delle sette candele della Menorah da un'ebrea e da un musulmano.
Un finale pieno di luce.
Romain Gary, La vita davanti a sé, Vicenza: Neri Pozza, 2005

Il secondo fu giudicato dalla New York Public Library uno dei più grandi libri del Novecento. Francie Nolan, 11 anni, è una bambina irlandese nella Brooklyn di inizio ‘900. E’ la sua storia di riscatto sociale e integrazione, comune a molti immigrati irlandesi, perché, allora, il Sud era l’Irlanda! Immigrati alla ricerca di una vita migliore, che combattono con difficoltà economiche, pregiudizi e fame.
Francie ama Williamsburg a Brooklyn e dalla scala antincendio di casa osserva le ragazze più grandi, legge un libro e guarda l’albero di Brooklyn, che svetta tenace tra il cemento, quasi contro natura, e che alcuni chiamano albero del Paradiso.
Tutto inizia di sabato, il bellissimo giorno dei desideri, il giorno di paga per i padri mentre i più piccoli come Francie e il fratellino Neeley vanno dallo straccivendolo a vendere cianfrusaglie in cambio di qualche cent per comprarsi un dolcetto in Manhattan Avenue, e aiutare la mamma! Alla scoperta di New York fino a Broadway, dove s’imbattono in altri “americani”: italiani, ebrei, orientali, poveri, ricchi e nuovi ricchi. Vestiti, fogge, linguaggi, profumi, una vera Babele di sensi. A Broadway poi c’è il negozio più bello del mondo! Se hai un nickel, allora il mondo è nelle tue mani. Vai tra gli scaffali e tocchi la merce, che sensazione meravigliosa possedere qualcosa! Vi ricorda qualcuno? Una colazione da Tiffany ante litteram.
La vita di Francie, però, è dura. Quando torna a casa, c’è la madre Katie, giovane e bella, di ritorno dalla pulizia dei pavimenti degli altri, e il padre Johnny, il più bravo e bel cantante del quartiere, ma sempre sbronzo.
Ogni sera Francie e Neeley leggono una pagina della Bibbia e una di Shakespeare. E’ l’insegnamento di mamma Katie e di nonna Mary, un’austriaca analfabeta, che conosceva tutte le debolezze umane e la maggior parte delle crudeltà.
L’amore per i libri viene dalla nonna. Per Francie la biblioteca è un luogo bellissimo, persino l’odore le piace, anche se la bibliotecaria non la guarda mai in faccia. Convinta che nei libri della biblioteca ci sia tutta la storia del mondo, ne prende in prestito uno ogni sabato.
Tra grandi dolori e perdite gravissime, Francie riuscirà con tenacia a svettare come l’albero di Brooklyn, la scuola e lo studio saranno i suoi rami, l’emancipazione il frutto del suo riscatto, il frutto dell’albero del Paradiso.
Betty Smith, Un albero cresce a Brooklyn, Vicenza: Neri Pozza, 2007

Puoi trovare questi due titoli alla Biblioteca Thouar e nelle altre Biblioteche della rete SDIAF (Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina). Consulta il catalogo