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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere4 > Cultura > BOTTEGHE STORICHE, UN PATRIMONIO CULTURALE DA TUTELARE
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Tutelare la permanenza delle attività commerciali storiche in città, attraverso un divieto di trasformazione e impegnando il proprietario del fondo a mantenere i vincoli anche in caso di cessazione dell'attività.  Questo l’obiettivo del nuovo regolamento che dice stop alle trasformazioni e mette un freno alla rendita, considerando le attività storiche come elementi del patrimonio culturale cittadino. Il regolamento si applica a tutte le attività storiche presenti sul territorio del Comune di Firenze, non solo a quelle del centro storico.
Le nuove norme, predisposte dalla giunta e ora sottoposte all’approvazione del consiglio comunale, introducono un divieto di trasformazione alle attività storiche in relazione ad alcuni elementi che saranno individuati per ciascun esercizio da un’apposita commissione tecnica. Inoltre, in caso di cessazione, il proprietario del fondo dovrà comunque impegnarsi ad ospitare un’attività coerente con i vincoli prescritti. Sia la richiesta di trasformazione che quella di cancellazione dalla lista delle attività storiche passeranno al vaglio del consiglio comunale.
Le attività commerciali saranno suddivise in tre categorie: eccellenze storiche (categoria A); attività tradizionali (categoria B); ambulanti storici (categoria C).
I criteri oggetto di tutela sono stati individuati insieme alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, con il team del professor Stefano Bertocci che ha svolto un'approfondita analisi di oltre 200 esercizi. Gli ambiti oggetto di indagine sono stati tre: gli elementi artistici e architettonici legati all’immobile, all'insegna e agli arredi; la tipologia di attività (lavorazione e servizi); il contesto urbano nel quale l’attività si inserisce.
Per essere considerate storiche le attività in sede fissa dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: esercitare la stessa attività (in termini di tipologia di servizi o di genere merceologico) da almeno 50 anni in immobili siti nel Comune di Firenze, mantenendo inalterata (o comunque riconoscibile) l’originaria denominazione o insegna, a prescindere dall’eventuale passaggio di proprietà o affitto d’impresa; esercitare, fin dalla costituzione dell’impresa, la propria attività nella stessa sede, o in una sede analoga per posizione o significato storico, sociale o ambientale; svolgere attività di rilevante interesse per il mantenimento e il consolidamento delle tradizioni economiche, culturali, sociali e dell’immagine della città ai sensi delle convenzioni Unesco. Per l’inserimento nella categoria delle ‘eccellenze storiche’ le attività dovranno presentare una o più delle 10 caratteristiche di pregio individuate dallo studio scientifico dell’Università di Firenze.