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REGOLAMENTO  UNICO PER ATTIVITÀ COMMERCIALI
E SOMMINISTRAZIONE

Il consiglio comunale  ha approvato il regolamento unico per le attività commerciali e di somministrazione che introduce requisiti innovativi come l’obbligo di defibrillatori, la realizzazione di baby corner e l’adozione della raccolta differenziata, imponendo anche ulteriori vincoli alla vendita di alcol su tutto il territorio comunale fiorentino. Nel regolamento confluiscono le discipline finora contenute nei piani del commercio e della somministrazione, che per i requisiti strutturali erano state in parte inglobate dal regolamento urbanistico e dal regolamento Unesco per il centro storico.
Per le nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande i locali dovranno prevedere un’area dedicata alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, con contenitori di diversa colorazione distinti per le diverse tipologie merceologiche; inoltre, gli esercizi con superficie superiore a 200 metri quadrati dovranno essere dotati di seggioloni per bambini e spazi attrezzati con fasciatoio per il cambio dei neonati. Nelle attività di commercio al dettaglio in sede fissa o di somministrazione di alimenti e bevande - avviate, trasferite o ampliate dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento - con superficie di vendita superiore a 300 mq dovrà essere presente un defibrillatore con  personale appositamente formato per il relativo utilizzo.
Inoltre, si prevede che la spillatura per il consumo immediato di bevande di qualsiasi gradazione alcolica sia una prerogativa esclusiva degli esercizi di somministrazione, maggiormente in grado per la loro vocazione professionale di verificare lo stato di salute o l'età degli avventori. Le attività commerciali con consumo sul posto o vendita per asporto potranno pertanto spillare esclusivamente bevande non alcoliche e vendere bevande alcoliche solo in confezione originale sigillata,  negli orari e nei limiti consentiti dalle normative.
Infine, per l’intero territorio comunale viene disposto il divieto di vendita o somministrazione mediante distributori automatici di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione.


AL MEYER UN LABORATORIO DI ONCOLOGIA PEDIATRICA

È stato inaugurato giovedì 15 febbraio, in occasione della  giornata contro il cancro infantile, un nuovo laboratorio di ricerca di oncologia e ematologia pediatrica all’ospedale Meyer di Firenze.
Il laboratorio ospita attrezzature all’avanguardia e uno staff di 12 professionisti, biologi cellulari e molecolari  al lavoro su nuove prospettive terapeutiche per i tumori più difficili dei bambini, come leucemie e linfomi refrattari alle terapie convenzionali, sarcoma di Ewing, tumore di Wilms, neuroblastoma  e tumori cerebrali.  A questo scopo nei locali del Cubo 3 sono stati installati strumenti di ultima generazione che permetteranno di valutare più parametri molecolari e cellulari nei campioni biologici dei piccoli pazienti. Inoltre il laboratorio sarà dotato di una vasta gamma di strumenti per l’imaging, con microscopi che permettono la visualizzazione in “time lapse” dei movimenti e delle interazioni cellulari. I ricercatori simuleranno le condizioni microambientali in cui il tumore viene a trovarsi in vivo, in modo da combatterne meglio la crescita neoplastica.
L’ investimento complessivo per la nuova struttura è di circa 800mila euro.


NASCERE A FIRENZE, UN KIT PER OGNI NEONATO

Ai nuovi nati residenti a Firenze viene spedita una lettera del sindaco con la quale i genitori possono ritirare, in una qualsiasi delle farmacie comunali, un apposito ‘kit neonato’ composto da: pacco di pannolini, crema alla calendula, salviette e tisana per l'allattamento.
Accanto ai prodotti di prima necessità per i nuovi nati, il Comune di Firenze ha inserito nella confezione un opuscolo informativo per le nuove famiglie. Si tratta di una vera e propria guida pratica che permette di affrontare diversi adempimenti indicando il relativo referente istituzionale:
dichiarazione di nascita e carta di identità (Comune di Firenze);
scelta del pediatra e libretto vaccinazioni (Asl);
congedo di maternità, congedo parentale, malattia figlio (Inps);
misure di sostegno alla famiglia: assegno di maternità, assegno al nucleo familiare, reddito di inclusione, bonus asilo nido (Inps/Comune di Firenze);
scelta delle strutture e dei servizi educativi 0-3 anni: nidi di infanzia, spazi gioco, servizi domiciliari, elenco baby sitter, ludoteche (Comune di Firenze).
A gennaio sono partite le lettere per tutti i nati a Firenze tra il 15 novembre e il 15 dicembre; a febbraio l’operazione si ripeterà per quelli nati tra il 16 dicembre e il 15 gennaio.





 


MOBILITAZIONE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

La battaglia per la messa totale e definitiva al bando di questa pratica arriva da lontano e ha nel 1965 il primo risultato concreto: la Guinea è il stato primo paese al mondo ad approvare una legge per contrastarle. Oggi, dei 29 paesi in cui questa pratica è ancora diffusa, 25 hanno normative che le mettono al bando. I casi di MGF sono in calo in tutto il mondo, ma ogni anno sono ancora migliaia le giovani che rischiano di esserne vittime.
Nonostante la Risoluzione dell’Onu nel 2012, nel mondo sono ancora 200 milioni le bambine e le ragazze che hanno subito mutilazioni genitali femminili e più del 20% aveva meno di 14 anni al momento della pratica. L’Onu ha fissato la messa al bando totale entro il 2030.
Ogni comunità perpetua le proprie tradizioni: si va dalla rimozione del clitoride, a quella totale o parziale delle piccole e grandi labbra, fino alla quasi totale chiusura dell’orifizio vaginale (infibulazione).
Questa pratica si fa risalire alla cultura dell’antico Egitto, ed è quindi di molto precedente alla scrittura del Corano. L’islam, infatti, non la sostiene in alcun modo.
Il controllo della vita sessuale delle schiave potrebbe essere una delle motivazioni che ne hanno causato la nascita..
È l’Africa il continente dove le MGF sono più diffuse. In Somalia si stima un percentuale del 98 per cento. in Guinea (97%) e Gibuti (93%). Sierra Leone, Mali, Egitto, Sudan, Eritrea, Burkina Faso, Gambia: in questi paesi le donne sopra i 15 anni che hanno subito mutilazioni genitali femminili sono tra il 75 e il 90% della popolazione femminile..
Le donne “tagliatrici” sono figure di spicco della comunità. Per incidere spesso usano lamette o strumenti affilati, non sterilizzati. La mancanza di attenzioni sanitarie adeguate causa spesso infezioni. Ma il peggio spesso arriva dopo: cistiti, emorragie, ritenzione urinaria, dolore durante i rapporti sessuali, problemi e complicanze durante il parto, alta mortalità di parto e infantile alla nascita.
Eppure la pressione sociale molto spesso spinge anche madri e nonne che hanno subito la pratica a ripeterla sulle proprie figlie e nipoti. Chi non si sottopone al taglio viene esclusa dalla comunità, getta la propria famiglia nella vergogna, non troverà marito. La mutilazione invece corrisponde in genere all’esclusione dalla vita scolastica e all’inizio di quella matrimoniale.
Il radicamento culturale è tale che le uniche arme per combatterla sono l’informazione, il dialogo, la mediazione.