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RESTAURATO L’ORGANO DEL DUOMO



E’ terminato il restauro e l’ampliamento dell’organo della Cattedrale di Firenze che, grazie a questo intervento, si dota di uno strumento musicale ricco di sonorità e all’avanguardia nella tecnologia. I lavori, sostenuti dall'Opera di Santa Maria del Fiore, sono stati eseguiti dalla storica azienda Mascioni a cui si deve la realizzazione dell’organo, costruito a più riprese dal 1961, fino ad assumere la dimensione attuale (cinque corpi sonori, 3 consolle,  6.704 canne).
Venerdì 8 dicembre, in occasione della Solennità dell'Immacolata Concezione, si è tenuto il concerto di inaugurazione. A suonare il “nuovo” strumento Oliver Latry, primo organista della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi e concertista di fama mondiale.

Un po’ di storia

Nella Cattedrale di Firenze esistevano degli organi più antichi, il primo dei quali risalente al 1387. Le trattative per la costruzione del nuovo organo del Duomo di Firenze ebbero inizio nel 1955. Il progetto, approvato dalla Soprintendenza competente e confermato il 13 maggio 1960, prevedeva l’esecuzione dell’opera in due tempi. La consegna del primo lotto (costo 12 milioni di lire) fu rimandata per imprevisti più volte. Finalmente la prima parte dell’organo sarà inaugurata l’8 settembre 1961. I colloqui e le strategie per il completamento dell’opera riprenderanno dai primi mesi del 1962. Nello stesso anno, il 23 maggio, è istituito un Comitato pro-organi Duomo incaricato di trovare fondi per la costruzione degli altri corpi sonori, che raccoglierà la ragguardevole cifra di 16 milioni e 846 mila lire, e di cui faranno parte, tra gli altri, il Comune di Firenze (che metterà a disposizione ben 9 milioni e 846 mila lire) e la Cassa di Risparmio (2 milioni).
Riprese le trattative con la ditta Mascioni per realizzare il secondo lotto di lavori, queste saranno interrotte dall’alluvione del 1966 che non risparmierà l’organo del Duomo e lo renderà del tutto inutilizzabile. Dopo l’alluvione si dovrà procedere con un impegnativo intervento di restauro e allo stesso momento sarà ripreso in esame il progetto. Un grande sforzo finanziario e organizzativo, farà si che i lavori termineranno nel 1967. L’ultimo grande intervento di ampliamento sarà effettuato nel 1991 e renderà l’organo della Cattedrale di Firenze uno strumento monumentale composto fino ad oggi da cinque corpi sonori, azionati da 3 consolles e con 6.704 canne.

RESTAURATA LA PALA IN TERRACOTTA
DI GIOVANNI DELLA ROBBIA IN SANTA CROCE

 


Un attento e meticoloso restauro ha restituito questa splendida opera (databile intorno al 1520) all’occhio interessato dei tanti fedeli e turisti che quotidianamente frequentano la basilica di Santa Croce. La pala d’altare fu commissionata inizialmente per il convento femminile domenicano di Santa Lucia di Camporeggi, vicino a San Marco, in Santa Croce fu portata poi nei primi anni dell’Ottocento e collocata nella cappella Pulci Berardi. Il restauro è stato realizzato sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Prato e Pistoia, con il contributo della Fondazione Friends of Florence.


UNA NUOVA USCITA PER LE CAPPELLE MEDICEE

E’ stato bandito un concorso di idee per una nuova uscita sul Canto dei Nelli per le Cappelle Medicee con copertura, scala di collegamento con gli spazi interrati (qui troveranno spazio i servizi e il bookshop)  e ridefinizione del percorso museale.
La nuova uscita sarà collocata nella zona delimitata tra i corpi di fabbrica della Cappella dei Principi, della Sagrestia Nuova e dell’estremità destra del transetto della Basilica di San Lorenzo.
Il Concorso resterà aperto fino alle 12 del 15 febbraio 2018. Per il vincitore è previsto un premio di 16.936,28 euro oltre l’incarico per i successivi livelli di progettazione e per la direzione lavori.
I risultati del concorso verranno comunicati entro il 21 maggio 2018, quando sarà pubblicata la graduatoria definitiva con la proclamazione del vincitor
Il costo stimato per la realizzazione dell’opera è di 540.000 euro.
Il bando del concorso è consultabile su: https://concorsiarchibo.eu/cappellemedicee
 
Dal 1869 le Cappelle Medicee sono un Museo statale, ma la loro storia e articolazione architettonica è strettamente legata alla basilica di San Lorenzo, già parrocchia dei Medici, che vi furono sepolti fin dalla prima metà del Quattrocento. Il museo è costituito dalla Sagrestia Nuova, dalla Cappella dei Principi, dalla Cripta, dove sono sepolti i Granduchi Medici e i loro familiari, e dalla Cripta lorenese, che accoglie, oltre alle spoglie della famiglia dei Lorena, il monumento funebre a ‘Cosimo il vecchio’ “Pater Patriae”. Il museo conserva inoltre una parte del prezioso Tesoro della Basilica di San Lorenzo, costituito da parati sacri e magnifici reliquiari.


AMPLIAMENTO IN VISTA PER IL MUSEO DI PALAZZO MEDICI RICCARDI


I locali sotterranei ai Cortili di Palazzo Medici Riccardi sono interessati da alcuni anni da importanti scavi archeologici che hanno portato alla luce reperti che vanno dal I° secolo ai primi del '900, con tratti di epoca romana e di storia medicea, senza dimenticare il ritrovamento di una porzione della sponda del torrente Mugnone.
Nel corso delle operazioni di scavo sono stati effettuati importanti ritrovamenti di interesse archeologico e culturale. Si è reso pertanto necessario redigere un generale progetto di variante finalizzato, da un lato, alla valorizzazione degli spazi in corso di restauro secondo quanto previsto dal progetto originario, dall'altro, alla valorizzazione di quanto rinvenuto in corso d'opera, ovvero manufatti edilizi e beni mobili appartenenti a epoche storiche diverse,
La  sistemazione della pavimentazione e la predisposizione di una passerella renderanno possibile l'apertura al pubblico e la fruibilità in sicurezza degli spazi recuperati al piano interrato, determinando così un ampliamento del percorso museale. 
Tra i ritrovamenti più significativi si segnalano: un calorifero, realizzato con mattoni refrattari inglesi, inizialmente ritenuto un braciere o una cucina sotterranea per la servitù; oggetti chirurgici di epoca romana, tra cui un divaricatore; un cucchiaino contagocce e una ligula (cucchiaino stretto e lungo che serviva per entrare nelle bottigliette contenenti unguenti e balsami). Soprattutto spicca il ritrovamento della sponda del torrente Mugnone che si pensava scorresse in via Cavour, mentre invece il suo corso era più spostato sotto gli edifici.