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LE API  DI SANTISSIMA ANNUNZIATA

Chi di voi è riuscito a contare le api che sono alla base del monumento equestre di Ferdinando I in piazza Santissima Annunziata?
Se non lo avete fatto, potete provarci ma non ci riuscirete o troverete una grande difficoltà nell’ottenere il risultato perché, ad un certo punto vi si incrocia lo sguardo e il conto è perduto. Questa è la ragione per cui, si racconta, porti fortuna contare tutte le api senza indicarle o toccarle, stando semplicemente fermi in piedi davanti al monumento.
Voluta da Ferdinando I° e commissionata al Giambologna, la statua fu poi portata a termine dal suo allievo Pietro Tacca nel 1607.
Il bronzo per realizzarla fu ottenuto da tutti i cannoni delle galee turche conquistate dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, istituzione nata per combattere la pirateria. Questo viene ricordato con una scritta nel sotto-sella dove è inciso “De metalli rapiti al fero trace".
Ma torniamo alle api. Queste rappresenterebbero l’allegoria del potere fiorentino al cui centro si trova il Granduca (ape regina centrale), potere ottenuto e mantenuto grazie a tutti i fiorentini che lo proteggono e sostengono. Sulla scultura è infatti indicato il termine “MAIESTATE TANTUM”
Adesso tutti in piazza Santissima Annunzia a contare le api perchè solo contandole sul posto, senza perdere il conto e senza indicarle, attirerete la fortuna dalla vostra parte, perché conta poco dirvi che sono 90, vanno contate



L’ESCLUSIVA DEI NUMERI ROSSI


Firenze è unica, anche nella numerazione civica. Vi sarete senz’altro accorti che per le strade della nostra città convivono numeri civici di colore rosso e di colore nero, una particolarità che condividiamo solo con Genova e Savona. Un retaggio d’inizio ‘900 che ancora resiste e connota in modo curioso il tessuto urbanistico. Ma come è nata l’idea? Chiariamo subito che non c’è nessun riferimento al gioco della roulette o a distinzioni politiche d’antan, ma piuttosto una volontà di classificazione tra i diversi usi dei locali individuati dalla numerazione. In pratica, i numeri rossi segnalavano le attività commerciali e i neri le abitazioni civili. La numerazione civica fu introdotta all’inizio del XIX secolo e ripartita prendendo l’Arno come elemento centrale, cioè, nelle vie parallele al fiume l’ordine (crescente) ne avrebbe seguito il corso, in quelle perpendicolari dal corso fluviale si sarebbe allontanato. Da allora è, più o meno, ancora così. Conoscete altre città con una disposizione dei numeri civici curiosa o alternativa?