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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere1 > Cultura > I LUOGHI E I PERSONAGGI DEL CENTRO STORICO
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Ricordiamo la nascita dello scrittore fiorentino con un tour virtuale in alcuni rioni dove ha ambientato i suoi romanzi, perché leggere Pratolini è un po’ come fare una passeggiata in città indietro nel tempo. Partiamo dal  portone di Via Magazzini 1, dove una lapide ci ricorda la sua nascita. Qui cresce ed ambienta i suoi racconti, storie di vita comune di una Firenze popolare.

Molto è cambiato da allora, la stessa via non è piu' quella  dei  lavoranti che la vivevano, a  partire dalle porte, che oggi sono ben chiuse, mentre nella vita  descritta da Pratolini le porte erano aperte e la vita di ogni famiglia traeva vigore e aiuto dalla famiglia vicina.

Non c'era la paura dei ladri: non c'era nulla da rubare!

Spostiamoci  poi verso il quartiere di San Niccolo', dove nasce uno dei più grandi personaggi creati dallo scrittore: Metello. Siamo nella  Firenze di fine Ottocento quando iniziano le vicissitudini di questo muratore fiorentino, spirito ribelle che vive i primi albori del socialismo e del movimento operaio.

Con il romanzo Il Quartiere ci spostiamo invece in un altro rione storico della citta', Santa Croce. Tra le vie e viuzze il romanzo narra il delicato passaggio dall’adolescenza alla prima giovinezza di alcuni ragazzi del rione, un quartiere carico di contraddizioni dove affetti e delusioni si fondono; alle finestre con i panni stesi e all’allegria delle ragazze si contrappone una miseria  dilagante.

Dalle zone della sua infanzia andiamo verso l’animato quartiere di San Frediano. Al centro, del racconto Le ragazze di San Frediano i litigi amorosi delle ragazze del rione; oggetto della contesa è Aldo Sernesi, meglio conosciuto come Bob per via della sua somiglianza con l’attore hollywoodiano Robert Taylor. Un dongiovanni di prima categoria, nonchè bugiardo impenitente, a cui le ragazze di San Frediano sapranno impartire una lezione a dir poco esemplare. 

Il ventennio fascista, dove storie di uomini e donne s’intrecciano mentre la violenza del regime è gia' una cupa presenza, lo ritroviamo in quella via del Corno che, come lui sottolinea in Cronache di poveri amanti “è lunga cinquanta metri e larga cinque; è senza marciapiedi. Confina ai due capi con via dei Leoni e via del Parlascio, chiusa come tra due fondali: un’isola, un’oasi nella foresta, esclusa dal traffico e dalle curiosita'. E’, tuttavia, a pochi metri da Palazzo Vecchio, che la sotterra sotto la sua mole”.