Ufficio stampa - Palazzo Vecchio - P.za Signoria, 1 - 50122 Firenze - Tel. 055 27681 - Fax 055 276 8282 - Email: ufficiostampa@comune.fi.it

Scorciatoie - Navigazione del Documento

Scorciatoie - Funzionalità

Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere1 > Cultura > I LUOGHI DEL CENTRO STORICO
testo piccolotesto mediotesto grandeStampa la pagina RSS Twitter Facebook

 

LA PORTA DELLA DOGANA

Se per entrare in Palazzo Vecchio utilizzate la porta Nord, lato via dei Gondi, state passando dalla Porta della Dogana, via di accesso per l’omonimo cortile.
Costruito nel 1494 dal fiorentino Cronaca, il cortile presenta  pilastri massicci, costruiti per sostenere il "salone dei Cinquecento" al secondo piano.
Il nome, Cortile della Dogana, deriva dal fatto che qui avevano sede gli uffici amministrativi della dogana fiorentina, fatti insediare dal granduca Leopoldo II di Toscana. Le merci provenienti da fuori il Granducato vi erano immagazzinate in attesa che il destinatario le prelevasse, pagando la relativa tassa di dogana.
La Porta  della Dogana è tutt’oggi sormontata dallo stemma della dogana cittadina: una porticina merlata, intarsiata di marmi e sottostante la scritta “Dogana”.
Nel 1844, in seguito all’alluvione del 3 novembre che danneggiò molte merci in deposito, fu deciso di spostare uffici e magazzini doganali presso il casino di San Marco, nell’attuale via Cavour.
Nella attuale toponomastica è rimasta una traccia di questo passaggio; infatti, la prima traversa di via Cavour dopo piazza San Marco in direzione nord si chiama, appunto, via della Dogana.

VIA XXVII APRILE

Oggi via XXVII aprile rappresenta un’importante direttrice che unisce piazza San Marco a piazza dell’Indipendenza ma  non tutti sanno a cosa fa riferimento quella data che in realtà segna una svolta storica di grande rilievo per il nostro territorio. Il Granducato dei Lorena si conclude proprio quel giorno, il 27 aprile 1859. Mentre la città è percorsa da manifestazioni di piazza, una carrozza lascia alla chetichella Palazzo Pitti e attraversa Firenze in direzione nord, verso via Bolognese.
A bordo, con scarso bagaglio al seguito, siede il granduca Leopoldo II di Lorena al cui passaggio molti cittadini si tolgono il cappello in segno di saluto. Alle sei del pomeriggio di quello stesso giorno il Municipio di Firenze prende atto dell’allontanamento del sovrano e nomina un governo provvisorio
Si conclude così, sobriamente e senza spargimento di sangue, una storia dinastica iniziatasi circa 120 anni prima, nel 1737, alla morte del granduca Gian Gastone, con l’estinzione della casata Medici e il passaggio della Toscana ai Lorena, in seguito ai nuovi equilibri politici che si erano venuti delineando. Quella stessa real politik, che ormai prevedeva la nascita di uno stato unitario italiano in funzione di cuscinetto tra le grandi potenze (Francia, Inghilterra, impero austro-ungarico, Prussia), era ora alla base della fuga dei Lorena.