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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere 5 > MEMORIA E IDENTITA' > LA VILLA DI CAREGGI
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Perché tra le tante ville medicee sparse nella provincia fiorentina, questa è particolarmente importante?  Perché fu una delle prime dimore della famiglia fuori dalle mura cittadine e perché fu la preferita di quella generazione di Medici che posero le fondamenta granitiche della dinastia e che fecero di Firenze una città di riferimento sul territorio nazionale e internazionale: Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso e Lorenzo il Magnifico (che tra queste mura nacque e morì). In questa villa furono delineate le strategie politiche ed economiche di una delle più potenti famiglie d’Europa e decisi i destini di interi territori, per non dire che qui trovò sede l’Accademia neoplatonica di Marsilio Ficino, che accolse personalità come quelle di Pico della Mirandola, Agnolo Poliziano, Leon Battista Alberti, Niccolò Cusano. Nei secoli la villa ha subito numerosi aggiustamenti, ma la fisionomia generale fu decisa negli interventi appena successivi all’acquisizione da parte dei Medici, i quali si affidarono prima a Michelozzo (1440 e 1459) e poi a Giuliano da Sangallo (fine XV secolo), per definire le forme di una costruzione che lasciarono di stucco perfino Galeazzo Sforza duca di Milano (1459). Incendiata due volte (1493 e 1529), fu sempre ricostruita e tenuta in grande considerazione dalla dinastia medicea fino all’epoca lorenese, in cui conobbe un lento declino. Oggi la villa è di proprietà della Regione Toscana (che la sta ristrutturando) e fa parte del patrimonio protetto dall’Unesco.