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JAN FABRE A FIRENZE

Dopo le grandi mostre e installazioni di Giuseppe Penone, Antony Gormley e Jeff Koons, Firenze prosegue il suo viaggio nella contemporaneità incontrando Jan Fabre, uno degli artisti più innovativi e rilevanti del panorama contemporaneo. Artista totale, Fabre sprigiona la sua immaginazione nei diversi linguaggi della scultura, del disegno, dell’installazione, della performance e del teatro. La grande mostra Jan Fabre. Spiritual Guards si sviluppa tra Forte Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria. Due sculture in bronzo di Fabre sono state installate in Piazza Signoria. Una di queste, Searching for Utopia, di eccezionali dimensioni, dialoga con il monumento equestre di Cosimo I, capolavoro rinascimentale del Giambologna; la seconda, The man who measures the clouds, si innalza sull’Arengario di Palazzo Vecchio, tra David di Michelangelo e Giuditta di Donatello. In entrambe le opere si riconosce l’autoritratto dell’artista, nella doppia veste di cavaliere e guardiano, come tramite tra terra e cielo, tra forze della natura e dello spirito. Jan Fabre propone un’arte che vuole rappresentare il potere dell’immaginazione, la missione dell’artista come “spiritual guard”. Sono inoltre visibili in Palazzo Vecchio una serie di sculture che andranno a dialogare con gli affreschi e i manufatti conservati in alcune sale del percorso museale del palazzo (Quartiere di Eleonora, Sala dell’Udienza e Sala dei Gigli). Il 14 maggio si aprirà anche la mostra al Forte Belvedere, dove tra i bastioni e la palazzina saranno presentate circa sessanta opere in bronzo e cera, oltre a una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista. Sette scarabei bronzei saranno posizionati nei punti di vedetta del Forte mentre una serie di autoritratti dell’artista a figura intera andranno a popolare gli angoli dei bastioni.

 

DA KANDINSKY A POLLOCK, NEL SEGNO DEI GUGGENHEIM

E’ in corso a Palazzo Strozzi l’attesissima mostra “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim”, un evento che porta a Firenze oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni ’20 e gli anni ’60, proposti in connessione con l’importante snodo tra le due sponde dell’Oceano rappresentato dai celebri collezionisti d’arte Peggy e Solomon Guggenheim. Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra permette un eccezionale confronto tra le opere fondamentali dei maestri dell’arte europea e alcuni dei più importanti lavori di autori americani, lungo un tracciato che spazia dal surrealismo alla pop art. Tra gli artisti esposti spiccano Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Jackson Pollock e Roy Lichtenstein. L’esposizione nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e sottolinea anche il legame speciale tra la sede della mostra e Peggy Guggenheim. Nel 1949, infatti, questa straordinaria protagonista dell’arte del novecento decise di mostrare proprio a Palazzo Strozzi le opere che avrebbero caratterizzato il magnifico spazio espositivo di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, dove tuttora costituiscono una delle più importanti collezioni mondiali di arte contemporanea.

“Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim” . Dal 19 marzo al 24 luglio. Orario. Tutti i giorni inclusi i festivi, ore 10-20. Giovedì, ore 10-23. Info. 055.2645155 info@palazzostrozzi.org

Prenotazioni. Dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18 055.2469600 prenotazioni@palazzostrozzi.org

 

TORNANO VISIBILI A SANTA MARIA NOVELLA GLI AFFRESCHI DI PAOLO UCCELLO

Nel Museo di Santa Maria Novella sono tornate visibili le Storie della Genesi di Paolo Uccello, dopo l’importante intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. L’esposizione temporanea dei primi otto affreschi staccati del ciclo del Chiostro Verde, fra i quali il celeberrimo ‘Diluvio universale’, è allestita nel Refettorio del Museo. L’allestimento offre l’occasione unica di ammirare gli affreschi da una prospettiva più intima e ravvicinata e di apprezzare i risultati del restauro di alcuni fra i maggiori capolavori del Quattrocento fiorentino. L’iniziativa espositiva è stata curata dal Servizio Musei Comunali e dal Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

 

IL NUOVO MUSEO DELLA MISERICORDIA

La Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze rappresenta una della più longeve istituzioni cittadine e rappresenta da secoli un riferimento fondamentale in più settori: assistenza, beneficenza, emergenze. In occasione della festa di San Sebastiano è stato inaugurato il nuovo Museo della Misericordia che si trova al quarto piano della storica sede di piazza Duomo, 14 stanze distribuite in circa 600 metri quadri. Nel percorso museale sono racchiuse le testimonianze di sette secoli di attività, di committenze artistiche, di lasciti e donazioni fino ad ora solo parzialmente visibili al pubblico perché conservate in uffici e archivi della Misericordia di Firenze. Si tratta di una ricca esposizione che racchiude circa ottanta pezzi molti dei quali appositamente restaurati per il Museo, tra manoscritti, quadri, stemmi, arredi, oggetti d’uso e manufatti dell’artigianato fiorentino; oltre ad una copia del 1500 dello Statuto dell’Arciconfraternita.

Il Museo è aperto il lunedì e il venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, il sabato dalle 10 alle 12.

 

MARZOCCO RESTAURATO

Sono stati completati i lavori di restauro della copia del Marzocco che si trova nell’Arengario di Palazzo Vecchio. L’originale, scolpita da Donatello tra il 1419 e il 1420, si trova al Bargello dal 1865 e raffigura un leone araldico che poggia una zampa su uno scudo (in questo caso lo stemma di Firenze col giglio fiorentino): questa particolare rappresentazione era sin dal medioevo simbolo della città. Il monumento è costituito da due parti: la scultura rappresentante il leone con lo scudo (pietra serena e marmo) e l’elaborato basamento (struttura in conglomerato cementizio con finitura a cemento bianco). Il restauro rientra nel progetto #FlorenceICare ed è stato sponsorizzato dall’Associazione Amici dei Bandierai degli Uffizi A.S.D., Enel Spa e La Marzocco srl

 

LA TORRE DELLA PAGLIAZZA, L’EDIFICIO PIU’ ANTICO DI FIRENZE

Nel cuore della Firenze medievale c’è un tesoro che vale la pena andare a cercare. Si tratta della Torre della Pagliazza che, con la sua suggestiva struttura cilindrica, domina la piccola piazza Santa Elisabetta, a due passi da via del Corso e da piazza del Duomo. L’edificio, secondo alcuni, rappresenta la costruzione più antica della città tra quelle che hanno conservato la loro configurazione originaria. Innestata su un basamento di epoca romana, quasi certamente legato alla vocazione termale della zona, la Pagliazza risale al settimo secolo d.c. ed è di probabile origine bizantina come rivela la sua spiccata somiglianza con analoghe torri presenti nella Ravenna di impronta giustinianea. Il nome deriva forse dal suo lungo utilizzo come carcere femminile e dunque dai pagliericci che servivano da giaciglio alle prigioniere.

Pensate che fino agli anni ’80 del novecento, quando fu recuperata e inserita in una struttura alberghiera, la torre rimase imprigionata in una convulso coacervo di cortili e opifici che la sottrasse di fatto alla città e al paesaggio urbano.