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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere1 > Cultura > ANTONIO MEUCCI, GENIO DI OLTRARNO
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Antonio Meucci o Alexander Graham Bell, chi ha inventato il telefono? Soprattutto se ci state leggendo dal vostro amato smartphone sappiate che dietro l’invenzione che ha cambiato la vita di tutti noi c’è un intrigo storico che tuttora avvince. Il primo brevetto del telefono elettrico (1876) riporta ufficialmente il nome di Bell, ma la storia ormai accreditata racconta una vicenda moralmente e nei fatti ben diversa. Nel 1871 Meucci consegnò all’Ufficio brevetti di Washington una domanda di caveat (diritto) dove descriveva la sua invenzione (con tanto di disegni progettuali), in attesa di trovare i soldi (250 $) per brevettarla ufficialmente. Tale domanda fu reiterata annualmente fino al 1874 sempre in attesa di poterla trasformare in brevetto ufficiale, ma in un momento di difficoltà economica mancò ad Antonio la possibilità di ripresentarla l’anno successivo, lasciando a Bell, che intanto aveva saputo dell’invenzione, l’occasione per brevettarla a proprio nome. Antonio ebbe poi una vita avventurosa, nato in via de’ Serragli lavorò per anni al Teatro della Pergola, come macchinista di scenografia, dove cominciò a maturale l’idea della trasmissione della voce a distanza. Uomo di modi diretti e d’idee patriottiche era seguito da vicino dalla polizia granducale che non vedendo di buon occhio le sue convinzioni gli consigliò di lasciare la Toscana; lui emigrò a Cuba (1835) dove tentò l’imprenditoria nel campo delle candele e concepì i primi abbozzi della sua invenzione. Nel 1850 si trasferì a New York, dove visse con alterne fortune; amico personale di Garibaldi, con il quale condivideva gli ideali politici, lo ospitò per oltre un anno proprio nel periodo in cui “l’eroe dei due mondi” maturava i suoi propositi sull’unità d’Italia. Negli USA Meucci dette sfogo a tutta la sua verve creativa realizzando numerosi brevetti importanti ancora oggi per la vita di tutti i giorni. Morì a New York (1889) in povertà e nella speranza del doveroso riconoscimento sulla paternità del telefono per cui combatté strenuamente fino alla fine;

nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti d’America ha finalmente riconosciuto il ruolo effettivo di Meucci nell’invenzione del telefono.