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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere1 > Editoriale > I RAGAZZI E LE PAROLE DELL'ANIMA
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Il concorso appassiona da diversi anni (le edizioni sono 8, ma la prima è del 2000) gli studenti delle elementari e delle medie inferiori e superiori del Quartiere 1, che possono partecipare ciascuno con due lavori (poesia per le elementari, poesia e prosa per la scuola media). Sul tema i ragazzi hanno la massima libertà, con l’unico limite del rispetto dei “più elementari valori etici”.

Il momento della premiazione rappresenta una festa molto partecipata e un elemento irrinunciabile di condivisione, ma non meno interessante è la pubblicazione, distribuita gratuitamente a tutti i partecipanti, che ogni anno viene fatta di tutti i lavori pervenuti alla giuria..

Come tutte le iniziative di lungo corso e di perdurante fortuna, anche questa offrirebbe molti materiali per varie considerazioni sui mutamenti e le evoluzioni avvenute negli anni. Ma due osservazioni semplicissime, una sugli autori e una sulle loro opere, si possono fare anche solo sfogliando velocemente le raccolte di annate diverse. La prima è che fra i partecipanti sono aumentati, nel tempo, i cognomi stranieri (i nomi sono spesso italiani). Se questo, in effetti, non ci racconta necessariamente un aumento della presenza di residenti di origine straniera nel centro storico, sembra almeno indicare una migliore conoscenza della nostra lingua in coloro che vengono da altre lingue e da altre culture. Ovviamente le seconde e le terze generazioni di residenti di origine straniera tendono ad usare sempre di più e con maggiore padronanza la lingua del paese in cui vivono. Se questo fenomeno non può che farci piacere ed essere considerato senz’altro positivo per la convivenza pacifica e per l’esercizio della cittadinanza attiva, c’è d’altra parte da augurarsi che la lingua di origine di queste persone, come patrimonio di conoscenze e di risorse espressive, non vada del tutto persa.

Riguardo invece ai lavori dei ragazzi, specialmente nella poesia, c’è da notare anzitutto la persistenza di certi temi, immancabili nelle prime età. La natura, anzitutto (“Nuvoloni neri”, “L’estate”, “L’arcobaleno”), poi l’amicizia (“Il mio migliore amico”, “Gli stranieri”, che poi diventano grandi amici), gli animali di casa (“Il mio gatto tigro”, “L’amico nero”, cioè il cane) e tutta una gamma di sentimenti intimi (amore, anima, cuore) a tinte piuttosto forti. La mamma, tema centrale di parecchi anni fa, perde molto terreno (in pratica scompare!), mentre spuntano temi di questi ultimi anni, come il bullismo. Cambiano – o piuttosto si moltiplicano – anche gli stili e le tecniche, con la comparsa dell’haiku, della computer grafica e del lavoro a più mani.

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