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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Biblioteche Comunali Fiorentine > La biblioteca si racconta > Notizie dalla Biblioteca Villa Bandini
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Una storia fosca quella della "villa" e della famiglia Bandini: Bernardo fu giustiziato per avere preso parte alla congiura dei Pazzi, e più tardi, nel 1529, Alessandro si schierò dalla parte delle truppe imperiali assedianti, ospitando il suo comandante Filippo d’Orange e salvando perciò il palazzo da sicura distruzione.
 


 

La villa è oggi profondamente mutata nell’aspetto, ma restano ancora tracce dell’antico splendore: l’accesso principale era quello da via del Paradiso sormontato da monumentali vasi di terracotta. Sul retro, in un giardino ricco di piante di agrumi, fontanelle, pozzetti, orci, vi era una grande giardino segreto, cinto da alte mura. Alcuni cunicoli e sotterranei collegavano il palazzo col monastero del Paradiso e la chiesetta di santa Brigida, passando sotto il famoso Paradiso degli Alberti, uno dei luoghi di ritrovo degli umanisti fiorentini.
 

      


Secondo un’antica leggenda, in quei sotterranei era sepolto un angelo d’oro massiccio. Quando nel 1624 il Senatore Giovanni Bandini morì, la villa e numerose case e poderi del Pian di Ripoli furono ereditati dalla famiglia Del Bufalo e poi dal senatore Lorenzo Niccolini. I Niccolini mantennero questi beni fino al 1830 quando vendettero la villa già disabitata ad altre due famiglie. Nel 1863 la villa fu acquistata dal Comune di Bagno a Ripoli che vi si trasferì dall'ex convento della Badia a Ripoli. 
La parte comunale della villa fu adibita ad alloggio temporaneo per gli sfollati della seconda Guerra mondiale. In tempi recenti il palazzo ha ospitato gli uffici comunali, sebbene non più di Bagno a Ripoli ma di Firenze, mentre dal 1999 è diventata sede di Biblioteca.


     

All'interno dell'antico giardino del palazzo dei Niccolini, si trova un ninfeo settecentesco noto come la grotta del Bandino, che si presenta come una loggia con fontana interna, decorata secondo la tradizionale tecnica del mosaico rustico. La grotta, trascurata per decenni e nascosta alla vista dalle moderne costruzioni, è stata meritoriamente riscoperta da uno studio di Chiara Sestini e da un accurato restauro: di proprietà privata viene aperta al pubblico ed è teatro di iniziative culturali realizzate in collaborazione tra la biblioteca e il Quartiere 3.

La Biblioteca, che occupa i locali dell’antica villa, è oggi frequentatissima: molti studenti ne hanno fatto un punto di studio e di ritrovo e un’associzione di volontari tiene aperte le sale lettura in orario serale. La Biblioteca contiene oggi circa 31.000 volumi con numerose sezioni specializzate: bambini, ragazzi, libri in lingue straniere, guide, fumetti, giovani adulti, parole di salute e slow food.
La Biblioteca gestisce inoltre il punto prestito BiblioCoop, situato nella sede dei soci Coop del centro commerciale di Gavinana, che ha un afflusso considerevole di utenza e un elevato numero di prestiti.
Numerose sono le iniziative che la Biblioteca organizza insieme al quartiere 3: mostre, conferenze, presentazioni di libri con una costante affluenza di pubblico.
 


 

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