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Viene presentato in queste settimane, con una serie di incontri nei quartieri,  il Piano di protezione civile che si caratterizza per una articolazione organizzativa e logistica a livello locale, che chiama in causa a diversi livelli tutti quanti noi (bambini e ragazzi compresi, naturalmente, con un ruolo fondamentali delle scuole e delle altre agenzie educative).
Si tratta di confrontarsi su un terreno che ha un fondamento tecnico-professionale molto marcato ma che, per funzionare davvero, ha bisogno necessariamente di innervarsi nel tessuto civile mediante la promozione della cittadinanza attiva e della responsabilità pubblica condivisa. Specie in un territorio come il nostro che presenta notevoli criticità dal punto di vista del dissesto idrogeologico e del rischio sismico, domandando pertanto azioni quotidiane di prevenzione e di cautela oltre alla predisposizione di punti di raccolta e alla preparazione, individuale e comunitaria, nella gestione delle situazioni di emergenza.
 

Giovedì 19 novembre a Villa Vogel (sala consiliare Tosca Bucarelli) si è tenuto in proposito un importante incontro informativo sulle procedure e problematiche della protezione civile (rischio alluvione, rischio neve-ghiaccio, rischio sismico).

Il piano di protezione civile si articola in tre diversi settori di potenziale criticità: rischio sismico, rischio alluvione e rischio neve-ghiaccio.

 
Rischio alluvione

A Firenze il rischio idraulico è strettamente connesso, come è ovvio, al reticolo principale dell’Arno e ai torrenti direttamente o indirettamente tributari il cui bacino insiste su importanti centri abitati: Ema (Ponte a Ema, Cascine del Riccio, Galluzzo), Mugnone (Ponte alla Badia, Le Cure, San Jacopino, Rifredi), Terzolle (Serpiolle, Careggi, Ponte di Mezzo, Novoli), Greve (Galluzzo, Ponte a Greve, San Bartolo, Mantignano), Mensola (Settignano, Ponte a Mensola, Rovezzano), fossi Dogaia e Dogaione (Ugnano), fosso Macinante (Cascine), canali Macinante e Goricina (Petriolo, Peretola, Le Piagge). Il piano prevede una serie di norme di comportamento da tenere prima, durante e dopo l’evento e indica come accedere alle fonti informative necessarie a fronteggiare l’emergenza.

Rischio sismico

Gli esperti hanno elaborato un cosiddetto ‘scenario di danno’ con la localizzazione e l’estensione dell’area maggiormente colpita, la funzionalità delle reti dei trasporti, delle vie di comunicazione e delle linee di distribuzione. Al verificarsi dell’emergenza il sindaco, in qualità di autorità comunale di protezione Civile, si avvale del ‘Centro Operativo Comunale’ (Coc) che ha sede alla protezione civile, in via dell’Olmatello. Qui dirige e coordina i servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita. Per la messa in sicurezza dei cittadini sono individuate e organizzate aree di attesa della popolazione, aree di attesa con sosta, centri e aree di assistenza dei cittadini. Tutte sono gestite in collaborazione con il volontariato che svolge attività di comunicazione delle informative del sindaco e consegna i primi generi di conforto.
In considerazione della forte vocazione turistica del nostro Comune nelle prime fasi dell’emergenza è prevista l’integrazione del centralino con personale in grado di fornire informazioni in lingua inglese, tedesco, arabo e altre, secondo le indicazioni del responsabile.

Le aree di attesa nel quartiere

Parcheggio Coop viale Nenni, Piazza dell’Isolotto, Giardino via dei Bassi, Piazza Pier Vettori

Rischio neve, ghiaccio e basse temperature

All’interno del documento viene delineato il sistema di allertamento che, nel rispetto delle direttive statali e regionali, individua quattro livelli di rischio attraverso una serie di colori. Per il ‘rischio neve’: verde (nulla da segnalare), giallo (fino a 2 centimetri in pianura, con possibili temporanei problemi alla circolazione), arancio (fino a 10 centimetri in pianura, sono possibili black-out elettrici e telefonici) e rosso (oltre i 10 centimetri in pianura, sono possibili diffusi problemi alla circolazione stradale, con interruzioni della viabilità e black-out elettrici e telefonici).
Per il rischio ghiaccio è utilizzato lo stesso sistema di allertamento in crescendo dal verde al rosso, in base agli effetti sulla circolazione stradale e ferroviaria e alle possibili interruzioni sulla fornitura di servizio quali acqua, telefono, elettricità.
Il rischio basse temperature riguarda, in particolare, la salute delle persone: il calare del termometro come potenziale aumento del pericolo legato a disturbi al miocardio o ictus.
La risposta della protezione civile a questi rischi è rappresentata dall’attuazione di tutta una serie di azioni: informazione alla popolazione, mantenimento transitabilità della rete viaria (in particolare di quella destinata alla funzionalità dei servizi essenziali, con priorità per quelli istituzionali primari, ospedali, strutture operative di pronto intervento come 118 o 115.), assistenza alla popolazione coinvolta negli eventi, in modo particolare ai soggetti appartenenti a categorie svantaggiate.

Per info e dettagli http://protezionecivile.comune.fi.it