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Il Convegno è stato seguito, per noi, da tre nostri collaboratori, Roberta D’Agostino, Stefano Nigro e Anca Maria Pricop, che hanno riportato le loro suggestioni nel breve passaggio che segue:

"Il convegno era finalizzato alla presentazione degli strumenti più efficienti che il POR vuole utilizzare per lo slancio dell’ occupazione, in particolar modo quella qualificata e giovanile. Lo slancio deve avvenire attraverso un’ azione di sistema che attragga investimenti, che abbiano effetti nel breve periodo sull’ occupazione. Tale azione implica un cambiamento di mentalità improntato su nuovi principi come: immediatezza, concretezza e sostenibilità.

Il POR 2007-2013 ha preso forma in un periodo in cui il contesto economico è radicalmente cambiato in tutto il Mondo. La Toscana, in tale periodo, si è dimostrata una regione “moderatamente innovatrice”, che non riesce ad assorbire il capitale umano a sua disposizione e mostra difetti nel settore di ricerca e sviluppo.

Il POR 2007-2013 ha voluto definire una strategia innovativa per il nuovo contesto nel settore che risultava carente, ponendosi alla base del POR 2014-2020. La strategia è stata rinforzata a seguito della ridefinizione del POR, il quale punta a sostenere la domanda e a creare un sistema pubblico/privato che consenta un trasferimento di tecnologia tra i due ambiti, vista la quota minima del finanziamento privato.

Il POR 2007-2013 sembra riflettere una “politica ad ampio spettro” visto il coinvolgimento eterogeneo dei soggetti promotori di progetti che guardano a scopi comuni: innovazione e sviluppo.

Rilevanti sono stati, quindi, i progetti presentati:
Progetto Agamon (Aerial Gas Monitoring): implementato da Tea Sistemi che offre servizi di ricerca all’industria;
Progetto MediSafe: sviluppato da Yogitech che si occupa di dispositivi medicali impiantabili;
Progetto Sinter-Clean: realizzato da Industrie Bitossi che implementa un processo innovativo di lavorazione della ceramica.

La seconda parte del convegno si è dedicata alla definizione del POR 2014-2020.

Dai vari interventi è stato messo in luce che l’unico fattore di crescita è rappresentato dalla domanda estera, la quale va sfruttata per raggiungere lo scopo del Programma.

Lo sviluppo del Programma deve basarsi sul cambiamento continuo e complementare della struttura organizzativa e delle strategie di impresa. 

La modifica per le imprese toscane implica la crescita della capacità di presidiare i mercati internazionali, perché dati hanno mostrato che imprese a forma di internazionalizzazione più complessa sono state colpite in maniera minore dalla crisi e hanno continuato a crescere.

Comparando il PIL toscano a quello delle altre regioni, si nota che questo è diminuito e, in modo particolare, sono crollati gli investimenti.

La crescita della regione deve avvenire tramite un’innovazione generale in tutti i settori economici, i quali, attualmente, mostrano una tendenza innovativa di tipo incrementale, cioè le imprese cercano solo di migliorare i prodotti esistenti invece di inventarne di nuovi.

La sfida per la regione tocca punti politici tangenti ai finanziamenti provenienti dall’UE e al rispetto dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità e Crescita collegati al cofinanziamento statale, regionale e comunale"
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