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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere4 > Primo piano > SCREENING VIRTUALE- UN MODO NON INVADENTE PER PREVENIRE I TUMORI
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Uno studio sulla colonscopia virtuale e sulla possibilità di utilizzare questa avanzatissima tecnica diagnostica nell’ambito dei programmi di screening per il tumore del colon-retto. Con tre obiettivi principali: esplorare la resa diagnostica di questo esame d’avanguardia comparando i risultati ottenuti con il test del sangue occulto fecale e con la colonscopia tradizionale, confrontare i diversi livelli di adesione da parte della popolazione ed analizzare i costi dell’operazione. Si tratta del progetto “SAVE”, proposto dall’Università di Firenze in collaborazione con l’azienda Im3D e ISPO, l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica, e finanziato dalla Regione Toscana (programma CREO) con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il progetto vede al lavoro, oltre che ricercatori dell’Ateneo fiorentino, di ISPO e dell’Im3D, anche medici dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi e dell’Azienda Sanitaria di Firenze. L’azienda Im3D fornirà la tecnologia necessaria per lo studio, in particolare un sistema di diagnosi automatizzata (CAD, Computer Aided Detection) per la colonscopia virtuale che aiuta il medico radiologo ad individuare polipi e tumori.
Lo studio, presentato oggi in Palazzo Vecchio alla presenza del vicesindaco e assessore al welfare Stefania Saccardi, è rivolto a 14mila fiorentini: uomini e donne, di età compresa tra i 54 e i 65 anni. Molti di loro hanno già ricevuto l’invito a partecipare, altri lo riceveranno nelle prossime settimane. I partecipanti saranno divisi in tre gruppi: 5mila persone saranno invitate a sottoporsi ad una colonscopia virtuale, 8mila saranno invitate ed effettuare un test del sangue occulto fecale con cadenza biennale (per sei anni), mille infine saranno invitati a sottoporsi ad una colonscopia tradizionale mediante esplorazione con sonda endoscopica del grosso intestino. La colonscopia virtuale è un esame radiologico mininvasivo che, attraverso una TAC dell’addome, permette di esplorare il colon previa insufflazione di aria: l’elaborazione delle immagini attraverso un computer permette una visualizzazione tridimensionale dell’intestino, proprio come se l’operatore stesse effettuando una vera e propria colonscopia. Si tratta di fatto di un esame che arreca poco fastidio a chi vi si sottopone ed al tempo stesso è molto affidabile per individuare eventuali polipi adenomatosi, che possono essere rimossi prima di una possibile degenerazione, o tumori. Le colonscopie virtuali saranno effettuate presso il Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’ospedale di Careggi e la Radiodiagnostica dell’ospedale San Giovanni di Dio, a Torregalli. Gli operatori dei presidi trasmetteranno via rete le immagini di ogni esame ad unico centro dove saranno analizzate e valutate da un pool di radiologi altamente specializzati. Si tratta di un importante esperimento di Telediagnosi, un modello organizzativo che permette ai cittadini di effettuare l’esame nell’ospedale più vicino a casa e concentra in unico punto la valutazione dell’esame eseguito, ottimizzando le risorse. Ai partecipanti al progetto sarà infine chiesto, su base volontaria, di dare il loro consenso a congelare materiale biologico (sangue o feci) che sarà utilizzato in studi successivi mirati a studiare le modificazioni genetiche che possono verificarsi quando si forma un polipo adenomatoso. Un primo passo per la messa a punto di nuovi programmi di screening.


INFO: Istituto per la Prevenzione Oncologica (ISPO), Ufficio Stampa 348.3161351