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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Quartiere4 > Memoria e Identita' > Associazionismo nel Dopoguerra: Pignone e Monticelli
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Nel 1954 la Società di Mutuo Soccorso di via del Ponte Sospeso viene sfrattata e scatta la mobilitazione per la realizzazione di una nuova sede associativa. Si raccolgono fondi fra tutti gli abitanti e si individua, in via Bronzino, il luogo dove aprire la nuova struttura, che prende il nome dal giorno dell'insurrezione vittoriosa contro il nazi-fascismo: il ‘25 aprile’. La figura di riferimento è Mario Pirricchi, che era stato un protagonista della Resistenza in Oltrarno in quanto coordinatore dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) della zona.
Nel 1966, nella fase che segue l'alluvione, le Case del Popolo sono in prima linea nell'organizzazione dei soccorsi. Alla "25 Aprile" viene messo in piedi, unitariamente con varie realtà dell'Isolotto, un Centro di Soccorso, diretto da un giovane del PCI, Massimo Bellini, che fornisce pure l'assistenza sanitaria e che rimarrà attivo per parecchio tempo.
Mario Pirricchi che ripulisce le stanze alluvionate, che spazza l'acqua ed il fango, rappresenta il trait d'union fra l'autorganizzazione di ieri  (i GAP della Resistenza) e quella di oggi, che sfocerà poi nel Comitato di quartiere Isolotto-Monticelli, da cui verrà organizzato un vero e proprio censimento dei danni.
Sempre alla "25 Aprile", nel 1969, viene istituito un doposcuola, che si inserisce  nel movimento di "Scuola e Quartiere", articolato in  scuole popolari e comitati genitori operanti in varie parti della città. Successivamente si forma il Comitato di Quartiere Monticelli/Pignone, che riesce a coinvolgere vari soggetti presenti nei due rioni ed ha l'apporto di varie persone, che portano le loro competenze al servizio dell'azione comune. Il Comitato ha come suo principale terreno di azione la già programmata lottizzazione del Parco di Villa Strozzi. La lotta per impedire un tale scempio si protrae dal 1971 al 1975 e si avvale anche dell'apporto della locale Sezione della DC. Gli obiettivi che il Comitato si è posto (la pubblicizzazione del Parco, l'acquisizione della Villa da parte del Comune, l'utilizzo pubblico dell'area ex Fiorentina Gas, il recupero a giardino del Lungarno di Santa Rosa) vengono in buona parte raggiunti nel corso degli anni successivi e saranno poi al centro dell'operato del Consiglio di Quartiere 4, con la cui elezione, nel novembre 1976, si conclude l'attività del Comitato.
Nella stessa  zona troviamo due importanti strutture di area cattolica: il Circolo "Il Boschetto", situato proprio all'interno del parco, e la Comunità Giovanile San Michele.
La Comunità nasce nel 1959 su iniziativa di don Mario Lupori, un sacerdote professore di Storia della Chiesa Antica e di Archeologia cristiana che era stato inviato, nei primi anni ‘50, a coadiuvare il parroco di Santa Maria al Pignone. La Comunità si propone il compito di promuovere fra i giovani  attività sportive, culturali, assistenziali. Collaborano alla fondazione del San Michele persone come i magistrati Giampaolo Meucci e Alessandro Margara, il sindaco Giorgio La Pira, la sua collaboratrice Fioretta Mazzei, il teologo Enrico Chiavacci, tutti appartenenti a quell'area cattolica socialmente impegnata definibile come "lapiriana".
Al tempo dell'alluvione, il San Michele collabora con le strutture unitarie che approntano  i primi soccorsi e nel 1969 organizza un doposcuola, sull'onda di "Lettera a una professoressa". La Comunità partecipa anche attivamente alla lotta  contro la lottizzazione del Parco di Villa Strozzi.

Moreno Biagioni- prima parte