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Percorso: Home > Articoli per newsletters > Firenze, promozione e sviluppo > Primo piano > AL VIA UN NUOVO PIANO REGIONALE DI SVILUPPO
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La Regione ha da poco concluso l'iter di approvazione del Piano Regionale di Sviluppo, il principale documento strategico di programmazione della Toscana. Si tratta di un documento molto articolato in cui spicca rispetto ai documenti precedenti il tentativo di fare delle scelte, di individuare alcuni filoni di sviluppo della Regione, senza dovere per forza parlare di tutto. In questo ambito in particolare la scelta di individuare alcune aree innovative e farne distretti tecnologici regionali, cioè ecosistemi di collaborazione strutturata tra imprese, ricerca e amministrazioni, può portare a percorsi virtuosi di sviluppo. D'altra parte tuttavia il Piano, come è emerso in un seminario sul tema promosso dal Comune di Firenze, non articola in modo sufficiente il tema centrale delle città motore dell'innovazione. Da qualche mese nel mondo il numero di persone che vive nelle città ha superato il numero di coloro che vive in campagna. L'Unione Europea, a lungo eccessivamente focalizzata sul tema agricolo, sta dedicando una attenzione crescente al tema urbano. Il tema delle smart cities, le città intelligenti, è centrale tanto a livello di agenda politico istituzionale quanto a livello di impresa. Basta pensare che Siemens, una delle più grandi aziende del mondo, da tempo organizzata in tre macroaree, tra qualche settimana vedrà la nascita di una quarta area appositamente dedicata alla città. Oppure il fatto che Polis, il costituendo polo di innovazione sulla città sostenibile, promosso dalle istituzioni fiorentine, abbia raccolto oltre trecento adesioni di imprese interessate al tema in pochi giorni.
Per questo l'Amministrazione Comunale, in modo nuovo rispetto al passato, e da tutti i punti di vista in spirito collaborativo rispetto alla Regione, ha proposto alcuni emendamenti integrativi al PRS, che tendono a riportare le città, motore dello sviluppo, un po' più al centro del sistema delle linee guida dello sviluppo. Le città sono sovente viste nel PRS come nodi le cui interrelazioni devono essere rafforzate. Si propone in estrema sintesi, con il complesso degli emendamenti presentati, di rafforzare i nodi urbani, non solo di metterli meglio in relazione. L'investimento urbano infatti è quello che ha il maggiore coefficiente moltiplicativo, a causa della densità delle relazioni nelle quali si innesta, e che può fertilizzare. Tutto il territorio, urbano o meno, si avvantaggia in modo più che proporzionale da scelte di rafforzamento del contesto urbano. Bene quindi gli investimenti sul digital divide montano, ma se accanto c'è una strategia per portare le nostre città a livello delle migliori smart cities europee. Bene gli investimenti per intervenire sul deficit infrastrutturale tra le città, ma anche attenzione alla mobilità sostenibile nelle sue articolazioni urbane, etc.
In questo modo non si fa che riconoscere la crescente centralità dei contesti urbani nell'economia della conoscenza, e si lavora a traiettorie di sviluppo in grado di moltiplicare le risorse, lavorando sulle eccellenze.


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